La Nuova Sardegna

Olbia

Promossa la scuola online «Bravi docenti e ragazzi»

di Dario Budroni
Promossa la scuola online «Bravi docenti e ragazzi»

Di fronte all’emergenza videolezioni su Skype e compiti assegnati via chat Soddisfatti i presidi e anche l’assessore comunale che ha coordinato il lavoro  

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OLBIA. La campanella adesso è una notifica di Whatsapp. Il periodo di rodaggio è terminato e in ogni classe sono state affinate tecniche e nuove strategie. Il cervellone è sempre il sito della scuola, poi ci sono docenti e studenti che seguono linee tutte loro. Si fanno videolezioni su Skype e i compiti si assegnano anche nelle chat di gruppo. Dipende un po’ dalle situazioni. In ogni caso la scuola è viva e la didattica a distanza è l’unica soluzione per salvare l’anno scolastico. Grazie alle infinte strade della tecnologia i bambini e i ragazzi continuano a imparare, a studiare e a esercitarsi.

L’emergenza coronavirus ha rivoluzionato quotidianità e rapporti sociali, mondo della scuola compreso. Una decina di giorni fa sembrava una sfida quasi impossibile, invece il sistema scolastico, dalle elementari alle superiori, ha dimostrato di essere in grado di reinventarsi e di adattarsi alla situazione. «Ogni scuola ha un metodo differente. E ci sono variazioni anche a seconda delle classi – spiega Sabrina Serra, assessora comunale alla Pubblica istruzione -. Gli insegnanti agiscono in base all’età degli alunni, alle competenze e alle tecnologie a disposizione. Se tutti i ragazzi hanno un tablet, per esempio, il docente si organizza di conseguenza. Per gli studenti delle medie e delle superiori non ci sono particolari problemi. Per gli alunni delle elementari, invece, è sempre fondamentale la presenza di un adulto». Essenziale, poi, il lavoro svolto dagli insegnanti di sostegno. «Gli studenti con difficoltà sono sempre seguiti dai loro docenti e abbiamo anche reso disponibile l’equipe specialistica del Comune per un supporto telefonico o tramite Skype e Whatsapp».

Gli studenti devono restare a casa, ma le porte degli istituti sono comunque rimaste aperte. A rotazione, per evitare assembramenti, docenti, amministrativi e personale Ata si presentano a scuola per non far inchiodare il sistema. «È la prima volta per tutti, ma sono soddisfatto del lavoro dei docenti. In breve tempo sono riusciti a mettere in piedi dei validi sistemi di didattica a distanza – spiega Gianluca Corda, dirigente dell’istituto Amsicora -. I ragazzi sono molto bravi, perché stanno lavorando tanto. Ci sono solo alcune difficoltà legate per esempio alla connessione, soprattutto per gli studenti che vivono in campagna o nei paesi. Ma nel 90% dei casi le cose stanno andando bene. Mi è stato riferito che ci sono addirittura degli studenti che scrivono ai docenti alle 7 del mattino». Anche Gianni Mutzu, il dirigente dell’istituto Panedda, è soddisfatto: «Stiamo parlando di un’emergenza, però si sta facendo nel modo giusto. Abbiamo lasciato i docenti liberi di applicare qualsiasi strategia per arrivare agli alunni. Quindi si utilizzano Skype, Whatsapp e Telegram, oltre il sito della scuola. Poi è ovvio che le passioni e l’amore per una materia si trasmettono meglio dentro un’aula, ma purtroppo la situazione ora è questa. L’importante, comunque, è che la scuola non resti immobile, con la speranza che questo brutto periodo passi in fretta».

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