Il virus “infetta” i cantieri stop a lungomare e stazione
di Dario Budroni
Impossibile garantire la sicurezza dei lavoratori: si fermano le grandi opere Si va avanti solo al MusMat. Confartigianato: bisogna tutelare la salute di tutti
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OLBIA. Il silenzio regna sovrano anche al di là delle transenne. Le ruspe sono spente da giorni e gli operai sono quasi tutti tornati a casa. Difficile mantenere la distanza di sicurezza tra lavoratori e impossibile anche trovare punti d’appoggio come mense e ristoranti. Insomma, la pandemia da coronavirus ferma i grandi cantieri della città e fa di conseguenza slittare le cerimonie del taglio del nastro. Succede nel nuovo lungomare di via Redipuglia e pure tra le impalcature della nuova stazione ferroviaria. Ma il discorso, relativo soprattutto alla sicurezza e alla tutela della salute, riguarda anche altri cantieri cittadini, compresi quelli privati, come denuncia per esempio Confartigianato edilizia. IL Lungomare. I lavori stavano proseguendo a pieno ritmo. Solo poche settimane fa il sindaco Settimo Nizzi aveva annunciato che la nuova opera sarebbe stata pronta entro i primi giorni di luglio. Impossibile, adesso, rispettare quella scadenza. E impossibile anche prevedere il ritorno alla normalità e quindi la riapertura del cantiere. «Sì, purtroppo i lavori si sono fermati – spiega il sindaco Nizzi -. Nel cantiere è difficile che i lavoratori riescano a mantenere la distanza di sicurezza. Inoltre gli operai e i tecnici, molti dei quali non sono residenti in città, hanno difficoltà nel trovare luoghi dove dormire e mangiare, visto che anche le mense sono chiuse». Ad aggiudicarsi l’appalto comunale da circa 8 milioni di euro, nel 2018, era stato il Consorzio stabile sinergica di Roma. Ma adesso in via Redipuglia è tutto fermo. I lavori sono stati lasciati praticamente a metà: sul mare è già comparsa parte della passerella di legno, mentre sul lato opposto è stata già tracciata la nuova strada con tanto di marciapiede in granito. Stop e rallentamenti, comunque, potrebbero riguardare anche altri cantieri cittadini, come per esempio quelli relativi alle piste ciclabili e all’Iti.
La stazione. Lnchiodato anche il cantiere che stava dando alla luce la nuova stazione dei treni nell’area dello scalo merci, sotto le finestre dell’hotel Mercure. Si tratta di una delle opere più attese in assoluto dagli olbiesi, visto che l’arretramento della stazione ferroviaria permetterà di ridurre il lavoro dei passaggi a livello e di decongestionare quindi il traffico delle auto. Anche in questo caso, per via dell’emergenza coronavirus, ci si è ritrovati costretti a sospendere i lavori in attesa di nuove disposizioni. Sul posto c’era la Salcef costruzioni edili e ferroviarie, del gruppo Salcef, che si era aggiudicata la gara da 11 milioni di euro per la realizzazione della prima fase di arretramento. Il progetto architettonico era stato invece redatto da Rfi. I lavori, cominciati un anno e mezzo fa, erano ormai arrivati a buon punto.
Il mattatoio. Si lavora, invece, davanti all’ex mattatoio da poco trasformato nella casa della musica. Pochi operai, a distanza di sicurezza, stanno realizzando il prato verde davanti alla struttura. Il Comune avrebbe dovuto inaugurare il nuovo MusMat il 21 marzo. Il taglio del nastro è stato ovviamente annullato e rinviato a data da destinarsi.
L’allarme. Proprio ieri Confartigianato imprese Sardegna ha lanciato il suo grido d’allarme a livello regionale. «Senza la possibilità di lavorare in sicurezza, siamo pronti a sospendere i cantieri. Riceviamo segnalazioni di colleghi che non riescono più a portare avanti i lavori per l’impossibilità di assicurare le indispensabili misure di sicurezza e di tutela della salute dei lavoratori» ha detto il presidente regionale Giacomo Meloni.
La stazione. Lnchiodato anche il cantiere che stava dando alla luce la nuova stazione dei treni nell’area dello scalo merci, sotto le finestre dell’hotel Mercure. Si tratta di una delle opere più attese in assoluto dagli olbiesi, visto che l’arretramento della stazione ferroviaria permetterà di ridurre il lavoro dei passaggi a livello e di decongestionare quindi il traffico delle auto. Anche in questo caso, per via dell’emergenza coronavirus, ci si è ritrovati costretti a sospendere i lavori in attesa di nuove disposizioni. Sul posto c’era la Salcef costruzioni edili e ferroviarie, del gruppo Salcef, che si era aggiudicata la gara da 11 milioni di euro per la realizzazione della prima fase di arretramento. Il progetto architettonico era stato invece redatto da Rfi. I lavori, cominciati un anno e mezzo fa, erano ormai arrivati a buon punto.
Il mattatoio. Si lavora, invece, davanti all’ex mattatoio da poco trasformato nella casa della musica. Pochi operai, a distanza di sicurezza, stanno realizzando il prato verde davanti alla struttura. Il Comune avrebbe dovuto inaugurare il nuovo MusMat il 21 marzo. Il taglio del nastro è stato ovviamente annullato e rinviato a data da destinarsi.
L’allarme. Proprio ieri Confartigianato imprese Sardegna ha lanciato il suo grido d’allarme a livello regionale. «Senza la possibilità di lavorare in sicurezza, siamo pronti a sospendere i cantieri. Riceviamo segnalazioni di colleghi che non riescono più a portare avanti i lavori per l’impossibilità di assicurare le indispensabili misure di sicurezza e di tutela della salute dei lavoratori» ha detto il presidente regionale Giacomo Meloni.
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