l’appello
Gli ex autisti delle ambulanze: l’Ats ci assuma, c’è bisogno di noi
OLBIA. «Noi siamo una risorsa, non un nemico». Si fanno sentire ancora gli ex autisti di ambulanze, la cui battaglia con l’Ats per un’assunzione sperata e mai arrivata va avanti ormai da oltre un...
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OLBIA. «Noi siamo una risorsa, non un nemico». Si fanno sentire ancora gli ex autisti di ambulanze, la cui battaglia con l’Ats per un’assunzione sperata e mai arrivata va avanti ormai da oltre un anno. Quattro uomini, tutti con esperienza pluriennale tra gli ospedali della Gallura, che a dicembre 2018 dopo diverse proroghe ai contratti a tempo determinato non sono arrivati alla stabilizzazione ma hanno dovuto far fronte al licenziamento. La lotta con l’Assl di Olbia si gioca su cavilli burocratici, la prossima udienza sarà addirittura tra un anno ma, tra torti e ragioni, gli autisti questa volta fanno riferimento alla situazione d’emergenza in cui si trova l’azienda sanitaria regionale.
«Il personale c’è, assumetelo»: loro si mettono a disposizione, le carte in regola per tornare negli abitacoli delle ambulanze li hanno, gli anni d’esperienza superano i dieci.
«A Olbia ad aprile un autista andrà in pensione, e tra qui e Tempio ne sono stati assunti tre dalle categorie protette – spiegano loro, portavoce anche della condizione di questi ultimi –, ci era stato detto di non poter guidare ambulanze nella categoria B, e allo stesso modo il personale delle categorie protette, che potrebbe guidare solamente le macchine, in questo momento è chiamato a lavorare anche sulle ambulanze, a fare le emergenze, le notti, turni di dodici ore, che normalmente non potrebbero fare. Per non parlare delle altre assunzioni fatte da agenzia interinale, molto più dispendiose». «Per questo – fa sapere il gruppo di ex autisti – ci sentiamo di dire che, pur consapevoli dei rischi che corre il personale sanitario in prima linea nell’emergenza coronavirus, noi vogliamo essere d’aiuto. Siamo una risorsa, non dei nemici». (p.a.)
«Il personale c’è, assumetelo»: loro si mettono a disposizione, le carte in regola per tornare negli abitacoli delle ambulanze li hanno, gli anni d’esperienza superano i dieci.
«A Olbia ad aprile un autista andrà in pensione, e tra qui e Tempio ne sono stati assunti tre dalle categorie protette – spiegano loro, portavoce anche della condizione di questi ultimi –, ci era stato detto di non poter guidare ambulanze nella categoria B, e allo stesso modo il personale delle categorie protette, che potrebbe guidare solamente le macchine, in questo momento è chiamato a lavorare anche sulle ambulanze, a fare le emergenze, le notti, turni di dodici ore, che normalmente non potrebbero fare. Per non parlare delle altre assunzioni fatte da agenzia interinale, molto più dispendiose». «Per questo – fa sapere il gruppo di ex autisti – ci sentiamo di dire che, pur consapevoli dei rischi che corre il personale sanitario in prima linea nell’emergenza coronavirus, noi vogliamo essere d’aiuto. Siamo una risorsa, non dei nemici». (p.a.)
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