Tragedia alla Maddalena le risposte dall’autopsia
di Tiziana Simula
Oggi l’esame sul corpicino della neonata. Acquisita documentazione clinica I soccorsi, accertamenti sulla chiusura della base all’aeroporto Costa Smeralda
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LA MADDALENA. Sarà eseguita oggi l’autopsia sul corpicino della neonata morta in seguito al distacco massivo di placenta, una complicanza della gravidanza che ha colpito una giovane mamma 26enne della Maddalena. Una tragedia sulla quale indaga in prima persona il procuratore Gregorio Capasso che ha delegato la sua sezione di polizia giudiziaria per l’attività investigativa. L’esito dell’autopsia sul corpo della piccola Adele – accertamenti medico legali saranno effettuati anche sulla mamma e saranno eseguiti dal medico legale Francesco Lubinu – sarà decisivo per capire se la neonata si sarebbe potuta salvare intervenendo tempestivamente in loco, al pronto soccorso della Maddalena, o se sarebbe morta lo stesso (il distacco massivo della placenta è una complicanza che ha un elevato tasso di mortalità).
L’attività investigativa sta andando avanti spedita. Ieri la polizia giudiziaria ha acquisito tutta la documentazione relativa al caso nel pronto soccorso della Maddalena, altrettanto ha fatto l’altro ieri all’ospedale di Olbia dove la 28enne è stata ricoverata dopo il cesareo d’urgenza e dove era arrivata in gravissime condizioni trasportata dall’elisoccorso, con l’elicottero arrivato da Alghero perché la base di Olbia non era operativa. Con tempi per il trasferimento, quindi, molo più lunghi. Proprio la tempistica dell’intervento dell’elisoccorso è uno degli aspetti al centro dell’inchiesta. Così come i sono stati disposti accertamenti sul perché non fosse operativa la base di Olbia. L’attività investigativa si sta svolgendo a 360 gradi, sia sull’intervento specifico dell’elisoccorso ma anche sull’assenza di un presidio per l’emergenza all’ospedale Paolo Merlo, depotenziato negli anni, e sul rispetto dei protocolli in caso di emergenze come quella di venerdì. L’inchiesta mira ad accertare se l’iter seguito dai medici sia stato corretto, se la morte della piccola sia stata una imprevedibile conseguenza del distacco massivo della placenta o se ci siano invece responsabilità mediche. Al momento non ci sono indagati. L’ipotesi di reato a cui si lavora è l’interruzione colposa di gravidanza.
Il lutto che ha colpito la famiglia di Adele ha sconcertato la comunità isolana. In particolare le cosidette “mamme dei pancioni” hanno voluto esprimere tutta la loro vicinanza attraverso un messaggio scritto da Stefania Terrazzoni sui social. «Di fronte a una tragedia simile, è difficile trovare le parole. Ci troviamo in una situazione drammatica di abbandono e di isolamento. Siamo vicine con il cuore a questa famiglia che ha dovuto subire una tale perdita e ai medici e agli operatori del Paolo Merlo, anch'essi vittime di queste becere politiche che continuano a considerare la sanità secondo logiche aziendalistiche».
L’attività investigativa sta andando avanti spedita. Ieri la polizia giudiziaria ha acquisito tutta la documentazione relativa al caso nel pronto soccorso della Maddalena, altrettanto ha fatto l’altro ieri all’ospedale di Olbia dove la 28enne è stata ricoverata dopo il cesareo d’urgenza e dove era arrivata in gravissime condizioni trasportata dall’elisoccorso, con l’elicottero arrivato da Alghero perché la base di Olbia non era operativa. Con tempi per il trasferimento, quindi, molo più lunghi. Proprio la tempistica dell’intervento dell’elisoccorso è uno degli aspetti al centro dell’inchiesta. Così come i sono stati disposti accertamenti sul perché non fosse operativa la base di Olbia. L’attività investigativa si sta svolgendo a 360 gradi, sia sull’intervento specifico dell’elisoccorso ma anche sull’assenza di un presidio per l’emergenza all’ospedale Paolo Merlo, depotenziato negli anni, e sul rispetto dei protocolli in caso di emergenze come quella di venerdì. L’inchiesta mira ad accertare se l’iter seguito dai medici sia stato corretto, se la morte della piccola sia stata una imprevedibile conseguenza del distacco massivo della placenta o se ci siano invece responsabilità mediche. Al momento non ci sono indagati. L’ipotesi di reato a cui si lavora è l’interruzione colposa di gravidanza.
Il lutto che ha colpito la famiglia di Adele ha sconcertato la comunità isolana. In particolare le cosidette “mamme dei pancioni” hanno voluto esprimere tutta la loro vicinanza attraverso un messaggio scritto da Stefania Terrazzoni sui social. «Di fronte a una tragedia simile, è difficile trovare le parole. Ci troviamo in una situazione drammatica di abbandono e di isolamento. Siamo vicine con il cuore a questa famiglia che ha dovuto subire una tale perdita e ai medici e agli operatori del Paolo Merlo, anch'essi vittime di queste becere politiche che continuano a considerare la sanità secondo logiche aziendalistiche».
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