Pedofilia, rinviato processo a un 80enne
La prima udienza slitta a ottobre. Il legale della vittima: «Necessario anticipare»
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OLBIA. Un rinvio troppo lungo che, vista l’età avanzata dell’imputato, 80 anni, potrebbe compromettere la richiesta di giustizia della giovane vittima. Con questa motivazione, l’avvocato Nino Vargiu che assiste la parte offesa nel processo penale per violenza sessuale a carico di un 80enne di Olbia, ha presentato al tribunale di Tempio un’istanza di anticipazione del processo. Qualche giorno fa, si sarebbe dovuta tenere la prima udienza davanti al collegio per violenza sessuale su minore – era stata già rinviata in precedenza per lo sciopero degli avvocati del Foro di Tempio – ma l’apertura del processo è slittato di parecchi mesi, al 7 ottobre prossimo, a causa della sospensione delle udienze deciso dal consiglio dei ministri per fronteggiare l’emergenza Covid-19. «La definizione del processo potrebbe avvenire in tempi molto lunghi, col rischio che venga compromessa la richiesta di giustizia della mia assistita», spiega l’avvocato Vargiu. Che ha chiesto, quindi, al tribunale l’anticipazione della celebrazione del processo.
Pesanti le accuse mosse all’ottantenne. Il quale, stando alle contestazioni della Procura, avrebbe abusato a lungo di una bambina di 8 anni (oggi appena maggiorenne), approfittando del fatto che lui era il marito della sua baby sitter e che la piccola frequentava abitualmente la sua casa. Per quattro lunghi anni, quell’uomo che conosceva bene e vedeva spesso, e che per lei poteva essere come un nonno, le avrebbe rivolto le sue morbose attenzioni. La Procura contesta all’anziano di averla toccata nelle parti intime e di aver poggiato i suoi genitali tra le sue gambe. Questo – secondo il racconto della vittima, sentita in audizione protetta –, accadeva quando la baby sitter era impegnata o dormiva: allora lui, la prendeva e la portava in camera da letto e lì cominciava a toccarla. La madre e la vittima delle presunte violenze sessuali si sono costituite parte civile con l’avvocato Nino Vargiu. Il difensore dell’80enne, l’avvocato Giovanna Porcu, non ha scelto alcun rito alternativo certa che in dibattimento emergeranno elementi in sua difesa. (t.s.)
Pesanti le accuse mosse all’ottantenne. Il quale, stando alle contestazioni della Procura, avrebbe abusato a lungo di una bambina di 8 anni (oggi appena maggiorenne), approfittando del fatto che lui era il marito della sua baby sitter e che la piccola frequentava abitualmente la sua casa. Per quattro lunghi anni, quell’uomo che conosceva bene e vedeva spesso, e che per lei poteva essere come un nonno, le avrebbe rivolto le sue morbose attenzioni. La Procura contesta all’anziano di averla toccata nelle parti intime e di aver poggiato i suoi genitali tra le sue gambe. Questo – secondo il racconto della vittima, sentita in audizione protetta –, accadeva quando la baby sitter era impegnata o dormiva: allora lui, la prendeva e la portava in camera da letto e lì cominciava a toccarla. La madre e la vittima delle presunte violenze sessuali si sono costituite parte civile con l’avvocato Nino Vargiu. Il difensore dell’80enne, l’avvocato Giovanna Porcu, non ha scelto alcun rito alternativo certa che in dibattimento emergeranno elementi in sua difesa. (t.s.)
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