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Olbia

in tribunale 

Una molotov contro i familiari 28enne olbiese resta in carcere

OLBIA. Nessuna attenuazione della misura cautelare: questa volta, Marco Cocco, 28 anni, di Olbia, resterà in carcere. Così ha deciso il gip Caterina Interlandi al termine dell’udienza di convalida...

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OLBIA. Nessuna attenuazione della misura cautelare: questa volta, Marco Cocco, 28 anni, di Olbia, resterà in carcere. Così ha deciso il gip Caterina Interlandi al termine dell’udienza di convalida dell’arresto. Davanti al giudice, il giovane, difeso dall’avvocato Monica Cazzari, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Era la terza volta in poco più di una settimana che i carabinieri di Olbia gli mettevano le manette ai polsi. La prima volta era stato sorpreso insieme a un complice dopo aver riempito due carrelli con prodotti di qualità al Dettori Market Crai di via Barbagia e, in quel caso, era finito ai domiciliari. Ma dopo ventiquattro ore era stato nuovamente arrestato per evasione perché, violando il provvedimento del gip, era uscito di casa «a cercare droga», così come lui stesso aveva detto ai militari. Nell’udienza di convalida il giudice aveva revocato i domiciliari e gli aveva concesso l’obbligo di dimora. Ma due giorni fa, Marco Cocco è stato nuovamente arrestato e, questa volta, con accuse ben più pesanti: maltrattamenti in famiglia, fabbricazione di armi e tentata strage. I carabinieri, allertati da alcuni familiari, lo hanno bloccato mentre stava confezionando una bottiglia molotov che voleva lanciare contro la convivente e la madre, minacciando di farlo anche nei confronti delle auto dei militari. L’ordigno era stato piazzato accanto alle bombole del gas condominiale (in via Tienanmen, traversa di via Barcellona), facendo così temere che un’eventuale esplosione in quel punto potesse procurare più gravi conseguenze. Il giovane ha cercato di opporsi all’arresto in tutti modi: dopo aver minacciato anche i militari con la bomba molotov, si è avventato contro di loro con calci e pugni. Alla fine è stato immobilizzato e arrestato. Nel lungo elenco di contestazioni anche resistenza, minacce e oltraggio a pubblico ufficiale. Non c’è due senza tre. Ma questa volta resterà in carcere. (t.s.)

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