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Olbia

I Comuni alla Regione «Bisogna ripartire, aprite subito i tavoli»

di Angelo Mavuli
I Comuni alla Regione «Bisogna ripartire, aprite subito i tavoli»

Dopo Covid, dal credito ai lavori pubblici alle politiche sociali L’Unione scrive alla giunta Solinas chiedendo azioni urgenti 

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TEMPIO. «Apertura di una serie di tavoli di lavoro, finalizzati all’individuazione, entro un breve periodo, di decisioni, azioni ed iniziative necessarie per la ripresa delle attività produttive». Lo chiedono alla giunta regionale della Sardegna – con un dettagliatissimo documento indirizzato personalmente a ciascuna autorità politica della Regione e ai più alti funzionari – i sindaci dell’Unione dei Comuni, a cominciare dal presidente Nicola Muzzu. Lo fanno dopo avere evidenziato la gravissima situazione emergenziale in atto e le conseguenti e necessarie restrizioni dovute al distanziamento sociale che stanno determinando l’immobilismo della maggior parte delle attività.

Credito. Bisogna aprire con banche, Fondazione di Sardegna, consorzi fidi e Sfirs un tavolo del credito. In sintesi – spiega l’Unione dei comuni – il tavolo dovrà porsi come obiettivo quello di potenziare le garanzie per le imprese, facilitare l’utilizzo di fondi per cassa e concedere co-garanzie pubbliche. «In tale contesto – si legge nel documento – dovranno essere coinvolte anche le piccole banche che hanno più facilità d’azione come ad esempio la Banca di Cagliari e la Banca di Arborea. Al contempo la Sfirs potrà intervenire sulle garanzie in maniera più veloce. Il tavolo del credito sarà presieduto dal presidente, al fine di avanzare la richiesta di impegni concreti e fattivi».

Lavori pubblici. In questo caso il tavolo dovrà essere creato assieme al prefetto e alla procura della Repubblica. Questo strumento dovrà porsi l’obiettivo di sbloccare tutti i cantieri e i processi urbanistici autorizzativi, prevedendo la clausola della responsabilità del costruttore sul rispetto delle norme e l'eventuale successiva demolizione qualora si verificassero difformità.

Politiche sociali e lavoro. Tutti i progetti in quest’ambito «devono essere immediatamente riattivati, attraverso rimodulazioni e riorganizzazioni in linea con le attuali disposizioni di distanziamento sociale. Devono essere riattivati e ripresi anche i percorsi di inserimento lavorativo, compresi tirocini e le borse lavoro prevedendo modalità di lavoro agile o altre tipologie di attività». Il documento dell’Unione chiede anche supporti importanti alle famiglie, «sia di carattere economico che psicologico. Con il supporto, in questo caso, di strumenti adeguati e rinnovati, quali le piattaforme digitali di formazione o di supporto, il contatto telefonico o via e-mail».

Progetti. I progetti finanziati a valere sui Fondi strutturali e in particolare sul Fondo sociale europeo (es. Includis, Carpediem, Lavoras, Cumentzu ecc.)devono essere rimodulati e adeguati alle esigenze dell’attuale situazione di emergenza.

Imprese ed economia: Per l’Unione dei comuni Alta Gallura si rende necessario e urgente, infine, consentire la riapertura di tutte le aziende, non appena cambieranno le disposizioni sul distanziamento sociale: «A tal fine risulta importante individuare dei meccanismi automatici che consentano alle aziende di riattivarsi immediatamente».

Modello. La richiesta dell’Unione, molto articolata e ben congegnata, tiene conto minuziosamente di ogni singola necessità del territorio. Potrebbe, se accolta, diventare modello guida anche per altri. La sua non accettazione o un accoglimento parziale, invece, complicherebbe molto l’avvio di una ripresa economica e sociale.

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