In vigna si guarda avanti: «Prepariamoci a ripartire»

Daniela Pinna, presidente del Consorzio del vermentino: l’importante è resistere La Regione pensi a una campagna per promuovere e valorizzare i prodotti locali

OLBIA. Il mondo si è fermato ma in vigna si è abituati a essere ottimisti. I primi germogli sono comparsi sui rami delle piante e adesso la speranza è che qualcosa cominci pian piano a migliorare. Certo, nessuno si fa illusioni: la situazione è drammatica e chiunque è consapevole che per un completo ritorno alla normalità bisognerà aspettare parecchio tempo. Ma in ogni caso il settore della viticoltura, adesso alle prese con gli effetti collaterali della pandemia di coronavirus, non vuole restare a guardare e propone nuove strategie per superare la fase più acuta della crisi.

«Per adesso dobbiamo scordarci i numeri di una volta, probabilmente torneremo indietro anche di 20 anni. Ma l’importante è resistere e rimanere in piedi in attesa di tempi migliori. E questo possiamo farlo agendo tutti insieme, consumando i prodotti locali e promuovendo le eccellenze del nostro territorio» dice Daniela Pinna, presidente del Consorzio di tutela del vermentino di Gallura docg.

La frenata. I decreti del premier Giuseppe Conte non hanno mai fermato il settore. Ma è normale che, con i bar e i ristoranti chiusi e l’assenza totale di eventi e turisti, il mondo del vino ha subìto una brusca frenata. Compreso quello del Vermentino, ormai sempre più il simbolo indiscusso della Gallura grazie ai continui successi delle numerose aziende e alla nascita di nuove realtà. «Le nostre aziende sono aperte, però è chiaro che, rispetto a chi opera nel comparto ortofrutticolo, noi adesso lavoriamo molto meno – spiega Daniela Pinna –. Comunque qualche alternativa c’è. Penso per esempio ad applicazioni come Wine app, che danno la possibilità di acquistare da casa. Ma, a parte ciò, i veri problemi potrebbero arrivare nei prossimi mesi, quando tutti faranno i conti con la crisi economica. Per questo è opportuno muoversi per tempo».

Come reagire. Il futuro dell’enologia dipende tanto dal turismo. Per ora ancora non si sa quando l’isola potrà riprire le porte ai turisti. In ogni caso le aziende non vogliono farsi trovare impreparate, con la speranza che da Stato e Regione arrivino anche le giuste agevolazioni dal punto di vista economico. «So che la situazione è molto delicata e che siamo ancora in piena emergenza, ma la Regione deve cominciare a pensare a una campagna promozionale per il dopo che coinvolga un po’ tutti. Sarà fondamentale sostenere le specificità del territorio e quindi il consumo dei prodotti locali – afferma la presidente del Consorzio del vermentino, che racchiude circa 50 aziende -. Quando arriverà il momento di riaprire le porte dell’isola, la Sardegna dovrà farsi trovare pronta. I numeri non saranno quelli di una volta, ma per ora l’importante è reagire puntando proprio sulle eccellenze. C’è tanta gente che non vede l’ora che passi l’emergenza per tornare in Sardegna». È fondamentale, inoltre, andare al di là dei mesi canonici della stagione turistica. «Bisogna lavorare per promuovere anche il periodo autunnale, magari studiando pacchetti e convenzioni con gli alberghi – conclude Daniela Pinna -. Serve però la collaborazione di tutti promuovendo e comprando il Vermentino di Gallura e le altre denominazioni del territorio». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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