I commercianti dicono sì: pronti a riaprire a maggio
di Dario Budroni
Il presidente Marcello Lombardo: prima di tutto le prescrizioni governative «Siamo una destinazione sicura e comunque puntiamo su delivery e online»
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OLBIA. Il mondo del turismo è fermo. Ma una stagione, dietro le quinte, si prova comunque a immaginala. I commercianti di Porto Rotondo, per esempio, si dichiarano pronti a ripartire. Sono ben consapevoli che il futuro avrà un aspetto totalmente diverso. E così mettono in campo idee e proposte per gettare le basi del turismo e del commercio ai tempi del distanziamento sociale, tra shopping online, allungamento della stagione, voucher, convenzioni e parcheggi gratuiti. «Nel mese di maggio potremo fare una previsione realistica, ma siamo convinti che a Porto Rotondo potremmo soffrire di meno perché la maggior parte delle nostre presenze è composta da italiani. Inoltre la Sardegna è percepita come la destinazione più sicura. Noi, dunque, ci siamo. Siamo pronti a partire, ovviamente in linea con le disposizioni governative» spiega Marcello Lombardo, presidente del Centro commerciale naturale di Porto Rotondo.
Made in Sardegna. Nessuno sa esattamente cosa succederà quest’estate. Anche il Consorzio di Porto Rotondo, in attesa di che il coronavirus allenti la sua morsa, ha messo in cassa integrazione il grosso dei suoi dipendenti. Ma nel frattempo i commercianti analizzano la situazione e studiano nuove strategie. «Il 90% di chi frequenta il borgo è formato da italiani. Non è un aspetto da sottovalutare, visto che si parla moltissimo di turismo domestico – afferma Marcello Lombardo -. Inoltre bisognerebbe incentivare l’economia circolare, puntando dunque sul consumo locale. Questo potrebbe spingere i sardi stessi a passare le loro vacanze nella loro terra, con la consapevolezza che in questo modo si contribuisce alla rinascita dell’economia isolana».
Delivery e online. Poi c’è la questione della ristorazione. «Le restrizioni colpiranno un po’ tutte le attività, come ristoranti, gastronomie e bar – continua Lombardo -. Se un ristorante ha 100 posti a sedere, con tutta probabilità ne potrà assicurare solo 50. Per questo bisogna orientarsi sul delivery. Ciò che si perde dimezzando i posti, si può recuperare con la consegna a domicilio». Poi il presidente del Centro commerciale naturale fa qualche esempio: «Penso al progetto Olbiashop.it, una piattaforma che punta sull’economia circolare e che dà la possibilità a chi ha un negozio di vendere i propri prodotti online. E c’è anche il progetto Sardegna isola sicura, ideato da Portale Sardegna, pensato per garantire vacanze serene e per ridurre al minimo le preoccupazioni relative al contagio».
Le proposte. Per i commercianti, visto che la stagione partirà in netto ritardo, è fondamentale sfruttare l’intero autunno. Inoltre propongono l’istituzione di un «Boat resident»: un accordo tra marine, vettori aeree, società di navigazione e proprietari per il ricovero delle barche. Poi i parcheggi gratuiti in tutto il borgo, una detrazione fiscale per le famiglie che soggiornano per 4 o 5 giorni, dei voucher spendibili nella stagione successiva nelle stesse strutture e una convenzione con le strutture sanitarie per gli utenti over. «Siamo nel mezzo di una crisi, ma il tutto potrebbe diventare anche un’opportunità per riaprire il mondo in maniera migliore di prima» conclude fiducioso Marcello Lombardo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Made in Sardegna. Nessuno sa esattamente cosa succederà quest’estate. Anche il Consorzio di Porto Rotondo, in attesa di che il coronavirus allenti la sua morsa, ha messo in cassa integrazione il grosso dei suoi dipendenti. Ma nel frattempo i commercianti analizzano la situazione e studiano nuove strategie. «Il 90% di chi frequenta il borgo è formato da italiani. Non è un aspetto da sottovalutare, visto che si parla moltissimo di turismo domestico – afferma Marcello Lombardo -. Inoltre bisognerebbe incentivare l’economia circolare, puntando dunque sul consumo locale. Questo potrebbe spingere i sardi stessi a passare le loro vacanze nella loro terra, con la consapevolezza che in questo modo si contribuisce alla rinascita dell’economia isolana».
Delivery e online. Poi c’è la questione della ristorazione. «Le restrizioni colpiranno un po’ tutte le attività, come ristoranti, gastronomie e bar – continua Lombardo -. Se un ristorante ha 100 posti a sedere, con tutta probabilità ne potrà assicurare solo 50. Per questo bisogna orientarsi sul delivery. Ciò che si perde dimezzando i posti, si può recuperare con la consegna a domicilio». Poi il presidente del Centro commerciale naturale fa qualche esempio: «Penso al progetto Olbiashop.it, una piattaforma che punta sull’economia circolare e che dà la possibilità a chi ha un negozio di vendere i propri prodotti online. E c’è anche il progetto Sardegna isola sicura, ideato da Portale Sardegna, pensato per garantire vacanze serene e per ridurre al minimo le preoccupazioni relative al contagio».
Le proposte. Per i commercianti, visto che la stagione partirà in netto ritardo, è fondamentale sfruttare l’intero autunno. Inoltre propongono l’istituzione di un «Boat resident»: un accordo tra marine, vettori aeree, società di navigazione e proprietari per il ricovero delle barche. Poi i parcheggi gratuiti in tutto il borgo, una detrazione fiscale per le famiglie che soggiornano per 4 o 5 giorni, dei voucher spendibili nella stagione successiva nelle stesse strutture e una convenzione con le strutture sanitarie per gli utenti over. «Siamo nel mezzo di una crisi, ma il tutto potrebbe diventare anche un’opportunità per riaprire il mondo in maniera migliore di prima» conclude fiducioso Marcello Lombardo.
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