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Olbia

Coronavirus: don Romolo, il prete social di Cannigione che benedice le strade

Coronavirus: don Romolo, il prete social di Cannigione che benedice le strade

Il parroco incontra i fedeli anche su Facebook: «Una modalità straordinaria» 

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ARZACHENA. «Far uscire quello che ognuno ha nel cuore. Lasciare la vergogna dietro la porta e parlare con coraggio». Ai tempi del coronavirus il giovane don Romolo Fenu fa leva sulle parole di Papa Francesco per vincere la paura contro un nemico invisibile e infondere coraggio ai suoi parrocchiani: «In questo momento possono aiutare a tenere alto lo sguardo, a osservare il mondo che ci circonda parlando con la libertà nel cuore». L’immagine del percorso solitario del parroco lungo le strade deserte di Cannigione rende l’idea di come il borgo, uno dei più “rumorosi” e pieni di vita di Arzachena, durante l’emergenza sanitaria si sia trasformato in un luogo silenzioso. Distanti, ma vicini. Don Romolo comunica ogni giorno con i suoi parrocchiani. Lo fa attraverso il mondo social, con parole di conforto e di speranza. E con l’hastag #restiamoacasa. Tocca i cuori dei fedeli, ma anche quelli di chi è agnostico. I like sui videomessaggi o sui post del parroco sono la parte interattiva di una comunità reale e numerosa che in questo momento si raduna nelle piazze virtuali. «Una modalità straordinaria dettata da questa emergenza – racconta don Romolo ?, ma necessaria per custodire la nostra rete di relazioni e comunione». A Cannigione, da oltre un mese, la liturgia della parola si ascolta con un rosario in mano e uno smartphone nell’altra. «La liturgia deve essere vissuta e partecipata, concreta e tangibile – dice infine don Romolo ?. Quella che stiamo vivendo ora, in piena emergenza Covid19 è una costrizione necessaria, ma non può e non deve diventare occasione, in futuro, per ridimensionare la nostra vita di fede. Stare a casa non deve bloccare la nostra riflessione, la nostra capacità di leggere ciò che accade, la libertà di ragionare e di esprimerci. Forza, non molliamo. Ci rincontreremo presto, più forti nella fede e più audaci nella testimonianza». (w.b.)

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