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Olbia

Assl, le cure e gli esami in sicurezza

Assl, le cure e gli esami in sicurezza

Nuova organizzazione per alcuni servizi e consulenze telefoniche anti virus

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OLBIA. Servizi e reparti in funzione in sicurezza, consulenze telefoniche per diverse specialità e perfino tutorial per i pazienti che necessitano di riabilitazione. Una nuova organizzazione dei servizi è stata attivata all’Assl di Olbia per garantire cure e assistenza ai pazienti, in totale sicurezza dal Covid 19.

Per quanto riguarda la dialisi, ad esempio, una rigida organizzazione e percorsi prestabiliti hanno consentito di non interrompere i trattamenti di dialisi ai 62 pazienti residenti, oltre ai pazienti extra provenienti dai reparti ospedalieri. Il centro dialisi dell’ospedale di Olbia ha istituito turni di dialisi con stessi pazienti, trattati nelle stesse giornate e con lo stesso staff, così da evitare eventuali contagi. Contestualmente è stata allestita una sala adibita ai dializzati sospetti in attesa di referto del tampone, e una per il trattamento di quelli provenienti dai reparti.

Il servizio di Radiologia ha effettuato nell’ultimo mese e mezzo 440 tac, di cui 170 a pazienti a rischio Covid, garantendo tutti gli esami strumentali ai pazienti oncologici, quelli del pronto soccorso e sala gessi. Il tutto senza registrare alcuna contaminazione tra il personale in servizio. Sono state attivate consulenze telefoniche per cardiologia e neurologia, la presa in carico a distanza dei pazienti diabetici, così come si sta organizzando la riabilitazione a distanza del servizio di Assistenza riabilitativa e protesica ma anche del Reparto di lungodegenza postacuzie, recupero e rieducazione funzionale dell’ospedale Paolo Dettori che ha provveduto a registrare dei tutorial per i pazienti dimessi e garantendo la riabilitazione di quelli ricoverati con l’utilizzo dei dispositivi di protezione. Sul fronte Covid, nel “repartino” di isolamento per pazienti in attesa di definizione diagnostica o di trasferimento per infezione da Covid, sono stati ricoverati dal 25 marzo al 17 aprile, 28 pazienti, fra i quali 5 risultati positivi, poi, trasferiti nei centri per il trattamento dei positivi. Tutti gli altri sono risultati negativi. L’assistenza è stata fornita dagli infermieri assegnati al “repartino”, dai colleghi della medicina interna, della neurologia e del pronto soccorso.

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