il medico maddalenino
Brundu e il Covid: «Serve timore razionale»
LA MADDALENA. Paura, pandemia, prudenza e fase 2. Sergio Brundu, medico associato, analizza la situazione sociosanitaria in cui vive il mondo intero. «La storia di questa pandemia dimostra...
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LA MADDALENA. Paura, pandemia, prudenza e fase 2. Sergio Brundu, medico associato, analizza la situazione sociosanitaria in cui vive il mondo intero. «La storia di questa pandemia dimostra inequivocabilmente come e quanto la paura (di un nemico invisibile) possa essere stata condizionata e influenzata al punto tale da essere sottovalutata o ancor peggio ignorata come meccanismo di difesa, con conseguenti errori di gestione e comunicazione che sono sotto gli occhi di tutti, a livello nazionale, europeo e internazionale, Oms compreso – dichiara Brundu –. Quando ci dicono che le cose stanno migliorando, che aumentano i guariti, che i numeri delle terapie intensive diminuiscono ecco che iniziamo a sottovalutare la paura, rischiamo di rilassarci e impediamo che la consapevolezza del pericolo sia dominante, cosi che la necessità e il desiderio di riprendere una vita relativamente normale può condurci mentalmente e concretamente in comportamenti e atteggiamenti pericolosi». Dottor Brundu mette in guardia da un eccessivo ottimismo. La fase 2 sarà delicatissima. Una possibile ricaduta nel contagio sarebbe peggiore della fase uno. «In questo modo la paura cessa di essere un sistema di protezione poiché viene per cosi dire temperata, filtrata e ridimensionata secondo i criteri di opinione del momento e dai messaggi in apparenza rassicuranti associati al desiderio delle nostre emozioni positive. Questo stato mentale nella cosi detta fase 2, rappresenterà sicuramente un pericolo serio e non solo per la nostra isola. Paradossalmente sarà proprio nel momento in cui la nostra cittadina si “aprirà al mondo”, che il pericolo sarà più pressante, e noi dovremo allora perseverare e pretendere dagli altri la continuazione dei comportamenti di sicurezza. Gradualmente e in prospettiva si dovrà necessariamente procedere al recupero delle nostre attività, e salvo provocare gravi danni, dovremo necessariamente prendere coscienza del fatto che il virus è sempre li, più vivo che mai e aspetta solo il nostro errore. Per questo è vitale trasformare in questa fase una paura “annacquata” in timore razionale e consapevole». (a.n.)
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