La Nuova Sardegna

Olbia

«Turismo con il marchio della sicurezza sanitaria»

di Walkiria Baldinelli
«Turismo con il marchio della sicurezza sanitaria»

Arzachena, la richiesta del sindaco e del consiglio comunale alla Regione «Subito la mappatura del contagio, così possiamo promuoverci sul mercato»

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ARZACHENA. Un marchio di “sicurezza sanitaria” e un turismo sostenibile. Nella fase 2 dell’emergenza Covid-19 l’amministrazione comunale sta mettendo a punto un programma per promuovere Arzachena: prima destinazione turistica della Sardegna con oltre 1,2 milioni di presenze annue, a fronte di circa 14mila abitanti. Il piano propedeutico al rilancio economico-sociale vede un lavoro di squadra del Comune con gli imprenditori. Il peso della crisi è più intenso rispetto a quello di altri centri isolani. Perché nel comune della Costa Smeralda c’è un’altissima concentrazione di strutture ricettive: 140, su un territorio di 220 chilometri quadrati e 88 di litorali. Oltre ad attività legate alla gestione delle seconde case, di agenzie immobiliari, servizi e organizzazione eventi. Ristoranti, bar e locali notturni. Marine, pontili, noleggi, aziende nautiche. Negozi stagionali.

«Dobbiamo reagire anche se il virus è ancora presente – afferma il sindaco Roberto Ragnedda – Vogliamo ripartire con le precauzioni necessarie, ma la stagione deve essere salvata. Facciamo squadra con gli imprenditori: solleciteremo governo regionale e nazionale anche in virtù della nostra partecipazione al G20 delle spiagge italiane, organismo che riunisce le località balneari italiane a maggior affluenza turistica».

Scontato che la sicurezza a livello sanitario sia la priorità, nel Consiglio comunale a distanza, Ragnedda si rivolge al governatore Solinas: «I servizi sanitari sono un asset primario su cui investire, dal poliambulatorio comunale oggi carente di personale e di medici, alle guardie mediche turistiche, fino agli ospedali competenti territorialmente. Chiediamo alla Regione una mappatura del contagio con test immediati per promuoverci con una sorta di marchio di “sicurezza sanitaria”, sarà la leva per vendere bene la destinazione turistica sul mercato». L’amministrazione ipotizza che quest’anno l'eventuale target turistico sarà legato al diporto e alle seconde case: «Le 10mila case nel nostro comune tengono in piedi un intero comparto di aziende, servizi e del commercio. Dobbiamo essere certi che le persone possano venire nelle loro abitazioni o attraccare in sicurezza nei nostri porti di Cannigione e Porto Cervo».

Per il presidente del Consiglio, Rino Cudoni, «l'industria turistica può trarre vantaggio, ancor di più oggi, dalle eccellenze: l’insularità, il patrimonio naturalistico, l’assenza di inquinamento che il mondo scientifico pare confermare tra gli elementi utili a limitare la diffusione del Covid-19». Spiega inoltre che Arzachena sarà una destinazione sicura e sempre più orientata al turismo sostenibile e alla blue economy: «Dovremo dare assistenza ai diportisti che da anni affollano le nostre marine». Il Comune punta a garantire metodi sostenibili di accessibilità delle spiagge, con mappatura tramite un’app per evitare assembramenti. «Investiremo ancor di più nei piani avviati – dice Ragnedda –. Rilancio del centro storico e dei borghi. La creazione di percorsi naturalistici. Un nuovo modello di sviluppo per la Costa Smeralda». Quanto alle partite Iva, ipotizza un contributo straordinario comunale, la riduzione o annullamento di Tosap e tassa sulla pubblicità. Dove possibile, per compensare il ridimensionamento della capacità di accoglienza nel rispetto del distanziamento sociale, l’ampliamento degli spazi all’aperto.

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