La Nuova Sardegna

Olbia

«Stagionali, una nuova mazzata»

di Stefania Puorro
«Stagionali, una nuova mazzata»

L’allarme dell’Anls: «Nell’isola siamo quarantamila e il 60 per cento rischia di non prendere il bonus»

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OLBIA. In Sardegna ci sono più di 40mila stagionali e quasi la metà lavorano in Gallura. Numeri decisamente grossi. Eppure, loro, si sentono “figli di nessuno”. Ancor più in questo difficile momento. Hanno lottato e protestato a lungo per i sussidi dimezzati e ora si aggrappano al bonus da 600 euro che dovrebbe essere portato a 800. «Ma il problema - spiega subito Valerio Garau, alla guida della Anls Sardegna, l’Associazione nazionale dei lavoratori stagionali - è che in tanti, troppi, vengono ingiustamente tagliati fuori. E stiamo parlando di migliaia e migliaia di lavoratori».

Ecco perché Garau ha scritto anche al presidente della Regione Christian Solinas. In una lettera, oltre a ricordare il lavoro dell’associazione nell’ultimo quadriennio («da quando, nel 2015, il Governo Renzi dimezzò il sussidio per gli stagionali storici: da sei mesi a tre»), parla di questa grande emergenza sanitaria e sociale «durante la quale stiamo espletando tutte le richieste dei nostri iscritti per avere il bonus da 600 euro da parte del Governo, tramite l’Inps. Ed ecco il grave problema. Si è creato lo stagionale di serie A, di serie B, ma anche di serie C. Basti considerare le migliaia di assunzioni che hanno preso piede soprattutto negli ultimi anni da parte delle società cosiddette outsourcing , quelle dei lavoratori “somministrati”, per intenderci. Fonti Inps ci fanno sapere che il bonus verrà sicuramente erogato solo agli stagionali che rientrano nelle qualifiche del codice Ateco T, S e G, ma migliaia delle nostre domande evidenziano che ci sono anche stagionali inquadrati con altri codici (come D, Q e U) che vengono inevitabilmente esclusi. Senza considerare - prosegue Garau - i lavoratori stagionali in possesso del codice Ateco “giusto” ma “somministrati” e quindi non considerati. Il risultato: il 60 per cento dei nostri stagionali rischia di non avere assolutamente niente. Qui non si tratta di volersi arricchire, stiamo parlando di poter contare su un contributo che serve anche a noi per poter mangiare. A vivere nella situazione più pesante sono i “somministrati”, ai quali viene persino negato un prestito in banca, perché “non ci sono garanzie”. Senza dimenticare coloro che devono sopportare un profondo disagio. In questi giorni mi ha chiamato una madre gallurese single che ha due bambini, uno dei quali con disabilità. E’ distrutta, disperata. Anche lei è una somministrata e quindi niente bonus».

Una soluzione, secondo Valerio Garau, potrebbe arrivare dal “modello campano”. La Campania ha messo in atto per gli stagionali una copertura di 900 euro a chi non prende il bonus e un’integrazione di 300 a chi invece lo riceve. «Sappiamo bene - chiude Garau rivolgendosi a Solinas - che il nostro governo è ancora nel primo anno di vita, ma confidiamo in voi, per il bene del popolo e per la tutela del settore turistico che probabilmente sarà l’ultimo a riprendersi dopo questa bruttissima epidemia».



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