«Salviamo la città e risparmiamo 100 milioni»
Dissesto idrogeologico, il comitato a Solinas: piani Mancini e Technital troppo costosi e meno sicuri
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OLBIA. Salviamo la città dall’acqua e risparmiamo 100 milioni di euro che in tempi di crisi da pandemia possono essere utilissimi per altro. Il Comitato “Salva Olbia” lo scrive al governatore Christian Solinas, nella sua veste di commissario governativo per l’emergenza idrogeologica. Un lungo e dettagliato documento che prende spunto, si legge, dall’emergenza coronavirus, dal maltempo che ha fatto tornare l’incubo alluvione e dai tre europarlamentari francesi che hanno chiesto alla Commissione UE di sospendere la Tav e destinare i soldi alle questioni più urgenti. «Non chiediamo – scrive il comitato a Solinas – di sospendere o annullare le opere di mitigazione del rischio idrogeologico previste per Olbia, ma se è possibile spendere la metà di quanto previsto, peraltro con un grado di sicurezza maggiore», non deve esserci alcun dubbio sulla scelta da fare. Il ciclone "Cleopatra" – si legge – «risale a oltre 6 anni fa, le opere previste dal cosiddetto Piano Mancini (costo 150 milioni di euro) non hanno ancora superato la Valutazione di impatto ambientale in corso presso lo Sva Sardegna, nonostante gli sforzi per salvarlo. Viste le perplessità e correzioni per renderlo conforme alle leggi, è sintomatico che quella non sia l'unica, né la migliore delle soluzione possibili». Un piano bocciato anche dal Comune che a suo tempo ha incaricato la Technital per una soluzione alternativa. «I progettisti del Mose di Venezia e del Ponte sullo Stretto di Messina – sottolinea il comitato – non hanno perso tempo e il progetto di fattibilità è pronto. Peccato che il Comune abbia approvato, fra le tre soluzioni, la più costosa (208 milioni di euro), peraltro insicura, per via sia della vasca di laminazione di 15 ettari prevista a confine con l'abitato, sia dei tombamenti ipotizzati». Il comitato Salva Olbia rilancia la sua proposta alternativa, il canale scolmatore: «Con essa avremmo il vantaggio di poter far entrare in città soltanto 120 metri cubi al secondo di acqua di piena, contro i 180 della Technital ed i 450 di Mancini». Soluzione che avrebbe un altro vantaggio: «Basterebbero poco più di 100 milioni di euro, anziché i 208 della Technital ed i 150 di Mancini». Con i soldi risparmiati, ricorda Salva Olbia a Solinas, si potrebbero risolvere altri gravi problemi del dissesto idrogeologico della città: dall'interrimento della canaletta di accesso al porto, regimentando in modo diverso il rio Padrongianus, alla messa in sicurezza dei canali cittadini.
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