La Nuova Sardegna

Olbia

Charter, si naviga a rischio «Ora salviamo la stagione»

di Giandomenico Mele
Charter, si naviga a rischio «Ora salviamo la stagione»

Trenta società (la maggior parte sono in Gallura) sull’orlo di una crisi di nervi Il disastro Covid: giù le prenotazioni (50%) e contratti rinviati al 2021 (30%)

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OLBIA. Il settore del charter nautico è parte integrante del sistema turistico. La pandemia da coronavirus sta mettendo a rischio la stessa sopravvivenza di tante aziende, gran parte delle quali hanno base a Portisco. Si leva così un grido d’aiuto potente e accorato indirizzato verso la Regione. La priorità è salvare la stagione e i numeri indicano l’importanza di questo segmento di mercato turistico all’interno dell’economia sarda e gallurese. In Sardegna operano circa 300 unità a vela in bare-boat, 350 a noleggio, 650 tra gommoni e natanti, oltre alle imbarcazioni a noleggio sopra i 17 metri. Un sistema che coinvolge circa 180 imprese e tremila dipendenti. Ma il dato più eloquente, indicatore di una linea di trasmissione diretta con il turismo ricettivo, sta nelle quasi 227 mila presenze alberghiere generate nel 2019 dai clienti che hanno noleggiato un’imbarcazione da diporto. «La nostra priorità è salvare la stagione, partendo da un concetto che deve essere chiaro: la questione del distanziamento sociale sulle nostre imbarcazioni non si pone – spiega Antonio Barabino, titolare della Cruising Charter di Olbia –. Le nostre barche sono adibite a uso ricreativo privato, sono assimilabili a private abitazioni, che ospitano familiari o gruppi di amici. Sono imbarcazioni da diporto con un servizio a noleggio esclusivo, che garantiscono la massima sicurezza».

Yacht di lusso. Proprio in un discorso di filiera si inserisce un segmento particolarmente ricco dell’attività di charter e diportistica. Nelle acque della Costa Smeralda, da Portisco a Porto Cervo, navigano ogni estate 90 yacht di lusso, una delle flotte più importanti del Mediterraneo. Broker e società charter a livello mondiale operano in Gallura. Ricchezza per il territorio e posti di lavoro messi in pericolo dall’incubo Covid-19. «Se non riusciremo a far arrivare i clienti con gli aerei in Sardegna, tutto il comparto rischia un tracollo – spiega Angelo Usai, titolare della Boomerang Charter di Olbia, con base a Portisco –. Oltre gli yacht di lusso ci sono almeno 150 imbarcazioni di noleggiatori privati. Poi l’indotto. Le barche milionarie muovono la cantieristica, le società di catering per la cambusa. Centinaia di lavoratori impiegati in questo settore». Se un albergo può chiudere e ammortizzare le spese fisse, una barca ferma sarebbe comunque condannata a pagare costi insostenibili. «Spendiamo 12 mila euro a estate per una imbarcazione che deve rimanere in porto – spiega Usai –. Se non partiamo entro metà giugno sarà un disastro».

Le perdite. Il crollo delle prenotazioni calcolato sulle 30 società che operano nell’isola, la gran parte concentrate in Gallura, si aggira intorno al 50%, che si va a sommare a un 30% di contratti già sottoscritti e fatti slittare al 2021. «Siamo stati tra i primi a prevedere e introdurre i voucher, nessun cliente chiede i soldi indietro, ma proponiamo di posticipare la vacanza o rinviarla direttamente all’anno prossimo – conferma Antonio Barabino –. Purtroppo ci sta penalizzando pesantemente questa incertezza circa la ripresa della mobilità a livello nazionale. Se gli aeroporti, come sembra, resteranno chiusi fino al primo giugno, realisticamente potremo programmare le prime partenze solo dal 13 giugno. Per noi si tratterebbe comunque di un mese e mezzo di prenotazioni che non abbiamo potuto soddisfare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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