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Olbia

Palau, «In porto tariffe rincarate del 170 per cento ma il sindaco non ci ascolta»

di Walkiria Baldinelli
Palau, «In porto tariffe rincarate del 170 per cento ma il sindaco non ci ascolta»

Gli operatori nautici a Manna: riducete i costi e salvate le aziende

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PALAU. Le imprese nautiche chiedono una riduzione delle tariffe per gli ormeggi nel porto turistico comunale. Le ripercussioni economiche dell’emergenza coronavirus minano il futuro delle aziende locali e di numerose famiglie. L’associazione Operatori nautici di Palau ha teso una mano all’amministrazione per fronteggiare insieme, con proposte, il pericolo di un disastro economico. Senza esito. Il porto commerciale è gestito dal Comune, da qui la richiesta di ridurre le tariffe di ormeggio, lievitate in alcuni casi del 170% rispetto al 2019. «Pensavamo – dice Chiara Brambilla, presidente degli operatori nautici – che non fosse necessario suggerire al primo cittadino di intervenire per cercare di far fronte al pericolo del disastro economico generato dall’emergenza sanitaria. E che almeno in momenti straordinari le asce di guerra venissero sotterrate e sostituite dallo spirito di comunità. Con rammarico, ci siamo sbagliati. Perché il sindaco Franco Manna ha deciso di non decidere, scaricando le responsabilità su Regione, Governo e su di noi, “vittime” del comparto nautico». Gli operatori spiegano che il rincaro annuo per un gommone lungo 5,4 metri è del 170%: da 511 euro nel 2019 oggi si pagano 1.395 euro. Per una barca inferiore a dieci metri il salto è del 147%: da 2.380 a 5.878 euro. Per una superiore agli undici metri la tariffa è di 5.600 euro, contro i 2.800 precedenti. Per i contratti semestrali di imbarcazioni superiori ai 12 metri, il costo è passato da 3.900 euro a 9mila.

«In questo tragico momento – si legge in una lettera aperta degli operatori al sindaco – dovremmo pagare decine di migliaia di euro per avere un posto barca dove ormeggiare i nostri mezzi e attendere un cliente, che forse non ci sarà. Oppure, come suggerito formalmente dal Comune, diminuire le barche che vorremmo far lavorare. Nella prossima stagione estiva la passeggiata sul porto sarà più simile a un deserto che non a una festa colorata». A Manna chiedono i motivi del rigetto delle loro proposte e del diniego a qualsiasi forma di collaborazione: «Siamo stati esclusi anche dalle videoconferenze online promosse dall’amministrazione con il mondo imprenditoriale. Eppure la nautica è uno dei settori più importanti della filiera turistica». «Sindaco – conclude Brambilla –, non abbia sulla coscienza il malessere di tante famiglie, non rifiuti sostegno ai suoi compaesani. Ci ascolti».


 

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