La Nuova Sardegna

Olbia

Lavori alla Trattoria Rossi due indagati in Comune

di Tiziana Simula
Lavori alla Trattoria Rossi due indagati in Comune

Accusati di abuso d’ufficio i responsabili di Urbanistica e Gestione del territorio  Nel mirino della Procura la concessione per la ricostruzione del locale sul mare

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OLBIA. Non c’è pace per la Trattoria Rossi, lo storico ristorante sulla spiaggia di Pittulongu, demolito alla fine dell’estate scorsa con un’ordinanza dell’ufficio tecnico del Comune e in fase di ricostruzione. Secondo la Procura di Tempio ci sarebbero irregolarità nel via libera alla ripresa dei lavori rilasciato dallo stesso ufficio tecnico comunale. Che non avrebbe, invece, dovuto rilasciare la concessione alla Trattoria Rossi per la presenza di una piattaforma in cemento abusiva.

E così, il procuratore Gregorio Capasso che sul chiosco di Pittulongu ha aperto un’inchiesta, ha iscritto nel registro degli indagati il dirigente del settore Urbanistica Davide Molinari e il responsabile dell’Ufficio gestione del territorio Antonello Marongiu. La Procura contesta ad entrambi l’abuso d’ufficio.

Sul futuro dello storico locale sul mare pende anche il pronunciamento del Tribunale del Riesame a cui l’avvocato Giuseppe Longheu, difensore dei Rossi, ha fatto ricorso contro il provvedimento di sequestro disposto della Procura. L’udienza si terrà a breve. Secondo le difese – il dirigente del settore Urbanistica e il responsabile dell’Ufficio gestione del territorio sono assistiti dall’avvocato Jacopo Merlini – non sarebbe stato commesso nessun abuso d’ufficio, né la piattaforma incriminata sarebbe abusiva perché già condonata circa 11 anni fa.

La storia della Trattoria Rossi, insomma, si complica sempre di più. E per i titolari, passati attraverso incendi, demolizioni e ricostruzioni, sembra non ci sia pace.

Nel 2005, un incendio distrusse completamente il locale sul mare, realizzato quasi tutto in legno. I titolari, a cominciare da Antonio Rossi, non si persero d’animo e il chiosco bar ristorante fu ricostruito. Ma nel settembre di un anno fa, un’ordinanza del Comune ordinò la demolizione dell’intera struttura perché abusiva. A far scattare il provvedimento, i controlli della Capitaneria di porto sul litorale di Pittulongu e sulle attività presenti.

Dagli accertamenti eseguiti dagli uomini della Capitaneria negli uffici comunali, era emerso che il nuovo locale era venuto su senza autorizzazione edilizia e senza autorizzazione paesaggistica, obbligatorie per legge. Ed era stato ricostruito in modo diverso rispetto alla struttura che esisteva prima del rogo. Da lì, l’ordine di demolizione.

Sembrava finita. Ma così non è. L’attenzione della Procura si è focalizzata sulla concessione rilasciata dagli uffici comunali. Che, stando all’accusa, non avrebbero invece dovuto rilasciare l’autorizzazione per la presenza della piattaforma abusiva.

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