Olbia, nel cantiere di Monte Pino arrivano i carabinieri
Sopralluogo del Noe ordinato dalla Procura dopo le frane sulla nuova strada ancora in costruzione
OLBIA. Sono già scesi in campo, i carabinieri del Noe di Sassari a cui il procuratore Gregorio Capasso ha affidato la delega per l'attività d'indagine sul cantiere di Monte Pino, finito al centro di un'inchiesta. Ieri gli specialisti del Nucleo operativo ecologico hanno raggiunto la strada provinciale 38 bis, spezzata in due dall'alluvione del 18 novembre 2013, e hanno fatto un primo sopralluogo: un'ispezione nel cantiere fantasma, dove i lavori di ricostruzione della strada crollata sono ormai fermi da mesi e inchiodati al 30 per cento. Sono rimasti lì a lungo, quasi per un'intera giornata per raccogliere materiale utile alle indagini: rilievi tecnici e fotografici delle condizioni delle opere in cemento armato finora realizzate e che, anche a causa dello stato di abbandono e della mancata ultimazione, hanno subito in due punti della struttura dei cedimenti.
Crolli che hanno attirato l'attenzione della Procura di Tempio che già vigilava sul cantiere di Monte Pino e sulla storia infinita della ricostruzione della strada nella quale morirono tre persone, precipitate nella voragine aperta dall'alluvione. Mesi fa, su disposizione del magistrato, i finanzieri della sezione navale di Olbia della guardia di finanza (che dipende dal reparto aeronavale di Cagliari), hanno messo sotto sequestro materiale di cantiere, tubolari, e tutto ciò che era rimasto abbandonato e che rappresentava pericolo di inquinamento per le falde acquifere. Ieri, invece i carabinieri del Noe hanno dato il via all'attività investigativa eseguendo rilievi fotografici e tecnici per poter redigere una prima informativa preliminare da consegnare al procuratore Capasso. Il fascicolo è stato aperto all'indomani di una frana che ha interessato uno dei nove attraversamenti idraulici della struttura in cemento armato in costruzione. Il Noe ha ricevuto un'ampia delega dalla Procura e gli accertamenti si preannunciano lunghi e saranno quasi certamente supportati dalla nomina di un consulente tecnico. L'inchiesta mira a verificare perché ci siano stati dei crolli nella struttura realizzata e come si siano determinati. Tutta la situazione sarà esaminata e verificate le eventuali responsabilità dei ritardi e dei nuovi cedimenti.
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