Negozi, scontro sul no alla riapertura
di Walkiria Baldinelli
Santa Teresa, il sindaco: «Tutelo la salute pubblica». Matta: «È solo faziosità»
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SANTA TERESA. Niente riapertura anticipata di parrucchieri, estetisti, tatuatori, negozi di abbigliamento, calzature e profumerie. E a Santa Teresa è scontro tra il sindaco e l’opposizione. «È – ha spiegato Stefano Pisciottu – una decisione difficile. Sono convinto che non spetti al sindaco riavviare le attività chiuse con decreto del presidente del Consiglio dei ministri. E che non rientrano fra quelle riaperte dal 4 maggio con il Dpcm del 26 aprile. Il mio dovere di è innanzitutto tutelare la salute pubblica». Sulla sua decisione ha pesato anche il parametro del cosiddetto indice di trasmissibilità Rt, pubblicato l’8 maggio sul sito della Regione: per Santa Teresa è nc (non classificabile). «Non è – dice Pisciottu –, un valore numerico. E quindi un dato utile e rilevante nel processo valutativo. Ho firmato l’ordinanza anche in considerazione del fatto che il Presidente della Regione, in possesso di informazioni scientifiche a me sconosciute, non abbia in modo ordinato e lineare disposto direttamente la riapertura. Inoltre, non ci sono i protocolli Covid-19 per la sicurezza dei lavoratori e dei clienti». Pisciottu chiede la massima collaborazione. «Sono consapevole – dice -, che questa mia scelta non troverà l’approvazione unanime, soprattutto dei diretti interessati. Chiedo comunque la massima collaborazione, il Governo stesso ha annunciato la riapertura anche di queste attività il 18 maggio». La decisione del sindaco di non aprire queste attività per la consigliera di minoranza Nadia Matta «è la dimostrazione che contano di più le faziosità politiche. Il governatore è stato chiaro, non c’è mancanza di assunzione di responsabilità, ma la volontà di dare la possibilità ai comuni Covid-free di ripartire prima di quelli dove ancora vi sono casi positivi, rispettando le richieste dell’Anci Sardegna che ha chiesto fiducia e parola ai comuni e alle comunità». La consigliera chiede all’amministrazione incontri telematici urgenti con la minoranza per approfondire e analizzare le azioni per la fase 2 dell’emergenza. «In un paese – dice –, a fortissima vocazione turistica come il nostro ci si attendeva un serio e condiviso dibattito sulle azioni da mettere in campo a tutela di chi guarda le saracinesche abbassate e con angoscia si domanda quando e come le potrà risollevare. In questo momento di crisi abbiamo atteso invano la convocazione di consigli comunali straordinari e urgenti. La condivisione di questa responsabilità avrebbe potuto infondere nel sindaco il coraggio che non ha avuto».
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