La Nuova Sardegna

Olbia

Migliaia di euro per le aule in affitto svuotate dal Covid

di Giandomenico Mele
Migliaia di euro per le aule in affitto svuotate dal Covid

Maxi esborso per i locali presi dalla Provincia per i due licei Arrivano le richieste di pagamento di Delta Center e Cipnes 

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OLBIA. Le scuole sono chiuse per pandemia, ma la Provincia paga l’affitto delle aule. Una contraddizione che si fonda su un’esigenza che si è trasformata in sfortunata coincidenza. Perché la carenza di aule nei licei Scientifico “Mossa” e Classico “Gramsci” aveva costretto la Zona omogenea di Olbia-Tempio, che non ha autonomia e dipende dal bilancio di Sassari, a provvedere alla locazione di locali da privati. Poi è arrivata la chiusura delle scuole per Covid-19, ma intanto l’ente deve pagare le fatture per i canoni di affitto. Non bruscolini in tempi di tragedia economica, in cui ogni euro conta molto di più perché dovrebbe andare in tasca a imprese e famiglie.

I canoni. La società Delta Tecno Srl è passata all’incasso con una fattura di quasi 15 mila euro per i mesi di marzo e aprile, nei quali di studenti in aula non se ne sono visti. Perfettamente legittimo, ovviamente. Gli imprenditori hanno affrontato spese per l’allestimento dei locali e il contratto resta in essere. Dunque la Provincia si vedrà costretta a pagare anche altre quattro mensilità per aule che rimarranno vuote. Circa 30mila euro per non fare una sola lezione. Si tratta di aule poste al terzo piano del Delta Center, nella zona industriale di Olbia, destinate a ospitare gli studenti dello Scientifico.

I canoni concordati sono di 30.000 euro per il periodo settembre-dicembre 2019; di 89.520 euro per il periodo gennaio-dicembre 2020 e di altri 89.520 euro per il periodo gennaio-dicembre 2021.

Locali Cipnes. Ma non è finita qui. Ci sono poi le sei aule prese in locazione dalla Provincia dal Cipnes, il Consorzio industriale della Gallura. Sei aule didattiche per il liceo artistico “De André” per le quali la Provincia si è vista recapitare una fattura di 13mila euro per quattro mesi: da gennaio ad aprile. Dunque 7mila euro per aule non utilizzate a marzo e aprile. L’ente di via Nanni, attingendo alle proprie casse, solo per i canoni di locazione per aule rimaste vuote a causa dell’emergenza Covid-19 dovrà sborsare quasi 60 mila euro da qui a settembre. Sempre che per quella data si riesca a far ritorno nelle aule. Gli impegni di spesa assunti col Cipnes sono di 13.000 euro per il periodo settembre-dicembre 2019; di 39.000 euro per il periodo gennaio-dicembre 2020 e di 39.000 euro per il periodo gennaio-dicembre 2021.

Il futuro. Dopo diversi tentativi andati a vuoto per trovare locali idonei da adibire ad aule in un raggio di 500 metri dai due istituti superiori Gramsci e Mossa, la Provincia aveva virato sul Delta Center, la struttura polifunzionale in zona industriale che ospita diversi uffici, tra cui l’assessorato comunale ai Servizi sociali, oltre che aziende private. Una scelta complicata, data la distanza delle aule dagli istituti scolastici principali, che implica tempi più lunghi per gli spostamenti degli alunni. Ora l’emergenza Coronavirus ha svuotato le classi, anche se la presenza di spazi, ancorché chiusi e senza possibilità di trovare varianti all’aria aperta, potrebbe rappresentare una opportunità vista la necessità di regole stringenti sul distanziamento tra studenti. Dal primo gennaio le aule predisposte a tempo di record nel Delta Center erano state consegnate per ospitare gli alunni del liceo Mossa. Dieci aule per dieci classi più uno spazio polifunzionale al terzo piano, per un totale di 1200 metri quadri. Una vera e propria succursale dello Scientifico che ha consentito di recuperare nuovi spazi nella sede centrale, soprattutto per i laboratori.

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