A Portisco arriva la prima barca

Un segnale incoraggiante per l’estate 2020: in quarantena i marinai, non c’è ancora l’armatore

OLBIA. È arrivato ieri alla Marina di Portisco il primo yacht delle vacanze 2020. La barca – uno sloop di 60 piedi, rosso fiammante, proveniente dalla Toscana – è entrata in porto scortata dal gommone degli addetti alla sicurezza. A bordo solo due membri dell’equipaggio e non l’armatore, proprietario di una seconda casa in Gallura, che raggiungerà la sua barca appena le rigide limitazioni anti-Covid lo consentiranno. È il segnale che tanti operatori della nautica da diporto attendevano: la stagione 2020, pur tra ritardi e cautele, può cominciare.

La barca a vela è arrivata a Olbia nel primo pomeriggio. Come da protocollo, gli addetti al servizio della Marina di Portisco a bordo di un gommone hanno guidato la barca sino all’ormeggio. Prima ancora hanno verificato la regolarità delle autorizzazioni della Regione e dell’autorità sanitaria marittima (l’ufficio si trova a Porto Torres), quindi hanno misurato la temperatura ai due membri dell’equipaggio che sono risultati negativi. I due dovranno restare comunque in quarantena per due settimane, all’interno della stessa barca a vela ormeggiata in banchina.

Sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, gli operatori dei porti turistici, a cominciare proprio da Portisco, si sono adoperati per svolgere le pratiche di controllo e di autocertificazione, sempre in stretto raccordo con la Capitaneria di porto di Olbia e con l’autorità sanitaria marittima. Allo stesso modo una recente circolare del ministero della Salute impone di rilevare la temperatura corporea di chiunque sbarchi nei porti turistici. Esattamente quello che è accaduto già in diverse occasioni a Marina di Portisco.

Il dato certo, comunque, è che la nautica in Gallura tra mille difficoltà si prepara a uscire dal tunnel dell’emergenza sanitaria e della chiusura forzata. Il prezzo pagare per i due mesi di lockdown è però altissimo e la stessa sopravvivenza di molte aziende è a rischio. Gli operatori sono in allarme e la priorità oggi è salvare quel che resta della stagione turistica (molte prenotazioni di posti barca sono state disdette, così come numerose crociere charter). Per il momento tutto si gioca nei mesi di luglio e agosto, da affrontare però con quell’incertezza su date e misure sanitarie che di fatto impedisce la normale programmazione. Una babele di test, tamponi, quarantene e improbabili passaporti sanitari con il rischio di navigare a vista e arrivare in porto fuori tempo massimo, cioè a stagione turistica ormai compromessa.

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