La Nuova Sardegna

Olbia

Santa Teresa, vademecum delle vacanze per il turismo in sicurezza

di Walkiria Baldinelli
Santa Teresa, vademecum delle vacanze per il turismo in sicurezza

Il centro gallurese fa da apripista per il piano di rilancio della Consulta dei comuni. L’assessora Taras: si deve salvare la stagione, alla Regione chiediamo certezze

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SANTA TERESA. Una rete di infopoint comunali e un vademecum per chi trascorrerà le vacanze in Sardegna. Dall’assessorato al Turismo di Santa Teresa parte un’iniziativa mirata a condividere informazioni e indicazioni sulle modalità di movimento nell’isola, seguendo i protocolli Covid. «Ogni comune – spiega l’assessora Stefania Taras -, predisporrà un vademecum del turista, con tutte le informazioni che possano rassicurare il soggiorno, attraverso un censimento di presidi medici e di ciò che concorre ad aumentare la sicurezza degli ospiti». Il progetto è inserito nel più ampio piano strategico di rilancio della promozione turistica isolana portato avanti dalla Consulta di 60 enti locali sardi e coordinato da Santa Teresa, comune capofila. All’ultimo incontro telematico hanno partecipato anche i rappresentanti delle associazioni di guide turistiche, ambientali e escursionistiche. Hanno evidenziato che le linee guida per svolgere in sicurezza questo tipo di attività non sono previste da nessuna norma. Un focus è stato fatto anche sulle attività di locazione e noleggio di natanti e imbarcazioni, servizio charter e filiera della nautica. «Su quest’ultimo fronte – dice l’assessora al Turismo -, in queste ore si stanno definendo le linee guida. La Consulta si farà comunque portavoce delle esigenze di tutte le attività turistiche rimaste senza normative di riferimento e che rappresentano un’importante risorsa». Oltre alle richieste alla Regione, la Consulta continua a proporre idee per salvare la stagione turistica. Sul fronte del controllo e delle limitazioni delle spiagge chiede istruzioni chiare, uniformate. E le risorse, affinché ogni comune possa farsi carico della gestione in sicurezza dei territori. «Il controllo – sottolinea Taras -, e il contingentamento delle spiagge potrà avvenire anche attraverso un’applicazione unica per tutta l’isola. La comunicazione sui lidi, attraverso una cartellonistica chiara, dovrà avere un’immagine omogenea. Tutto questo comporta sforzi economici che i comuni, in sofferenza, non potranno sostenere. La Consulta chiede dunque un intervento a sostegno degli enti locali per le maggiori spese per fronteggiare i settori della comunicazione e del controllo». Dal tavolo telematico è stata richiesta chiarezza anche sulle modalità d’accesso ai turisti in Sardegna. «La ridda di voci su tamponi – evidenzia l'asessora -, test e passaporto sanitario ha disorientato chi ha già prenotato la vacanza. Purtroppo è un deterrente nei confronti di quanti sono intenzionati a trascorrere qui il loro soggiorno estivo. Operatori e turisti sono completamente disorientati: senza certezze non potrà iniziare la stagione e diverse strutture corrono il rischio di rimanere chiuse».

In sostanza, la Consulta dei comuni turistici sardi rilancia lo slogan “Sardegna Covid-safe” e chiede alla Regione comunicazioni precise, l’apertura di porti e aeroporti per i passeggeri. E un piano di sicurezza del turista.

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