La Nuova Sardegna

Olbia

Centrale di spaccio nel centro accoglienza

di Tiziana Simula
Centrale di spaccio nel centro accoglienza

Trinità, sequestrati due chili di eroina e marijuana. Nigeriani in manette, denunciate persone di diversi centri della Gallura

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TRINITÀ D’AGULTU. Nascondevano in bocca le dosi di eroina, pronti a ingoiarle qualora ci fosse stato un blitz delle forze dell’ordine. Dal cancello del centro di accoglienza dov’erano ospiti, allungavano la droga agli acquirenti mettendo in tasca i soldi, ma qualche volta barattavano l’eroina con la marijuana. Da cinque mesi, i carabinieri della compagnia di Valledoria al comando del capitano Sergio Pagliettini li tenevano sotto controllo, un’indagine antidroga diretta in prima persona dal procuratore Gregorio Capasso che ha consentito di sgominare una banda composta da cittadini nigeriani che avevano messo in piedi una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti, in prevalenza eroina, nel centro di accoglienza in località “La Paduledda”, a Trinità D’Agultu. Ad acquistare la droga arrivavano da tutto il nord Sardegna, soprattutto dalla Gallura.

Ieri all’alba, il blitz. A finire in manette in una vasta operazione che ha visto in campo i carabinieri di Valledoria supportati dai colleghi dello Squadrone eliportato Cacciatori di Sardegna, dal Nucleo cinofili di Abbasanta e dai carabinieri del comando provinciale, sono stati in otto: Ose Frederick Elebhose, Miracle Imade, Azuka Eguenu, Godwin Ewaiotomi, Johnbull Lucky, Emma Bramoh, Stanley Oghomwen, tutti ospiti del centro di accoglienza, e Samuel Etim, residente a Sassari, tutti tra i 22 e i 36 anni. Nei loro confronti i militari hanno eseguito altrettante ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del tribunale di Tempio Marco Contu su richiesta del procuratore Capasso. Sei sono stati condotti a Bancali, mentre ad altri due, già in cella, i provvedimenti del gip sono stati notificati in carcere. Tredici in tutto gli indagati, tra cui diversi galluresi residenti a Calangianus, Santa Teresa, Aggius, Luogosanto e Trinità. Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, i carabinieri impegnati nella massiccia mobilitazione, con al seguito i cani antidroga, hanno effettuato una quindicina di perquisizioni in tutto il nord Sardegna.

L’operazione di ieri è l’epilogo di una lunga indagine antidroga che ha portato in carcere nel corso dell’attività investigativa 15 persone, col sequestro di oltre 2 chili di stupefacente, tra eroina e marijuana. L’indagine si è snodata per cinque mesi attraverso servizi di appostamento, intercettazioni telefoniche e video ed è scattata in seguito al ritrovamento nei pressi del centro di accoglienza di numerose siringhe utilizzate dagli assuntori di eroina. Dall’attività investigativa è emerso che il sodalizio formato dai cittadini nigeriani si riforniva principalmente dal connazionale residente a Sassari, anche lui finito in manette. E che, nel centro di accoglienza di “La Paduledda” – lo stesso nel quale la notte di Pasquetta, un 27enne nigeriano aveva sfregiato con un coltello da sub un connazionale – c’era un’intensa attività di spaccio sia al dettaglio che all’ingrosso. Con i clienti sardi, soprattutto galluresi che, dopo essersi messi d’accordo coi pusher, si avvicinavano al cancello della struttura per acquistare le dosi concordate. All’ora dell’appuntamento, gli spacciatori mettevano in bocca la droga, pronti a ingoiarla nel caso spuntassero improvvisamente le forze dell’ordine. Si guardavano intorno. E quando erano sicuri che la situazione era tranquilla, prima prendevano il denaro e poi cedevano le dosi agli acquirenti. A volte, qualcuno di loro metteva in atto un vero e proprio “baratto di stupefacenti”: i clienti pagavano il corrispettivo della dose di eroina, consegnando loro marijuana. Nel corso dell’indagine, oltre alle 15 persone arrestate (di cui 8 ieri), i carabinieri hanno denunciato due persone e segnalato numerosi assuntori. A molti di loro, per questo motivo, è stata ritirata la patente di guida. Tra le persone arrestate durante l’indagine ce ne sono tre – due sardi e un pugliese sorpresi con 16 grammi di eroina nascosta nell’auto sulla quale viaggiavano – che, a seguito di rito abbreviato, il 19 maggio, sono stati condannati dal gip di Tempio a 2 anni e 8 mesi. Tra i difensori degli arrestati, gli avvocati Francesco Sasso e Giampietro Cocco.

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