La Nuova Sardegna

Olbia

Estetiste, le più desiderate dalle donne

di Paolo Ardovino
Estetiste, le più desiderate dalle donne

Dopo la quarantena si corre ai ripari. I centri di bellezza: noi sempre in sicurezza

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OLBIA. Ci sono categorie di lavoratori che hanno dovuto cambiare radicalmente il modo di fare il proprio lavoro. Ma poi ci sono attività che sono state rivoluzionate molto meno. Come i centri estetici. E lo dicono in prima persona alcune protagoniste. Dalla loro riapertura, il messaggio è chiaro: «Sì, mancavamo alle nostre clienti». Tra marzo e aprile si sono accavallati sui social i meme e le battute sui bisogni urgenti di una visita dall’estetista durante la quarantena. «Per noi il lavoro in realtà non è cambiato più di tanto – conferma Francesca Corso di “Divine follie” –. Abbiamo sempre agito in sicurezza, d’altronde abbiamo a che fare con la pelle delle persone e siamo esposte direttamente». Guanti e mascherine erano già all’ordine del giorno, la novità è la visiera ora necessaria come ulteriore protezione, «tanto per i clienti quanto per noi». Katia Petta, anche lei estetista, è proprietaria del centro estetico di via Mameli da 18 anni, da cinque l’attività è gestita da Francesca, ma anche lei ha la sua sala: «Mi occupo di dermopigmentazione. Il periodo di quarantena è stato anche formativo, e penso alla scoperta dei social. Ho lavorato molto online, conosciuto nuove clienti e frequentato corsi per i quali prima non avevo tempo». È vero che fino a poco tempo fa non si poteva uscire, ma non sono comunque mancate coloro che hanno provato a mantenere alta la cura del corpo, non sempre con risultati ottimi. «Oggi una cliente aveva alcuni buchi nelle sopracciglia», ride Katia Petta. Che precisa: «In questo momento è difficile riuscire a rispettare tutte le regole, ma serve farlo, per la sicurezza di chi viene e per la nostra».

«La sanificazione tra un cliente e l’altro era già una nostra prassi, così come l’utilizzo di materiali usa e getta – interviene Francesca Corso –. Ora i tempi sono più lunghi, per trattamenti di un’ora è necessaria anche mezz’ora in più: per igienizzare il lettino, pulire il pavimento e arieggiare». I costi, tra cui quelli per disinfettanti specifici e affini sono aumentati, ma il centro ha scelto di «non aumentare i prezzi del listino». Anche perché tanto le attività quanto le clienti navigano in un periodo difficile: «Gli umori non sono dei migliori, molte si abbattono. Più di una ha ammesso che non sarebbe potuta venire come prima, invece che ogni due settimane verranno ogni mese». Si lavora esclusivamente per appuntamento («quando qualcuna chiama riusciamo a riceverla dopo sette, otto giorni»). Le difficoltà economiche ci sono, non lo si nasconde, ma ogni impresa, di ogni settore, è costretta a fare i conti al centesimo. «Ma non vogliamo piangerci addosso».

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