La Nuova Sardegna

Olbia

«Scuole, saremo costretti ai doppi turni»

di Giandomenico Mele
«Scuole, saremo costretti ai doppi turni»

Il Comune alle prese con la crescita demografica e la carenza di aule per ampliare gli spazi richiesti dalle regole anti-Covid

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OLBIA. Il calendario non concede sconti. Da qui alla fine di agosto la Regione dovrà predisporre un piano dettagliato per consentire la ripartenza delle lezioni a settembre sulla base delle nuove regole. Il Comune di Olbia non vivrà un momento facile. La cronica mancanza di aule, a causa di un livello di crescita demografica e di natalità da record, si scontrerà con le disposizioni imposte dal coronavirus per la ripartenza delle lezioni: su tutte, la distanza tra gli studenti, che non potranno stare l’uno accanto all’altro come in passato. Distanza minima un metro e mezzo. Stop alle classi pollaio da 25 o 30 alunni. Però gli alunni iscritti all’anno scolastico 2020-21 nelle scuole comunali saranno 984 per le scuole dell’infanzia, 2930 per le primarie e 1988 per le secondarie di primo grado.

Nuovi locali. Olbia ha 25 edifici scolastici che ospitano elementari e medie. «Abbiamo ricevuto una nota dell’Anci che chiede ai Comuni di indicare stabili scolastici dismessi che possano essere riaperti alla ripresa delle lezioni a settembre – spiega Sabrina Serra, assessore comunale all’Istruzione -. Ma Olbia non ha nuovi edifici scolastici a disposizione. Il censimento per riaprire locali chiusi da destinare ad uso scolastico scopre un problema storico per la nostra città. Abbiamo iniziato il monitoraggio, probabilmente riusciremo a recuperare qualche spazio nelle frazioni, ma servirà uno specifico servizio di bus navetta per portare i bambini a San Pantaleo, Rudalza, Berchiddeddu o Murta Maria». Il Comune ha competenza per gli edifici scolastici che ospitano elementari e medie. Le scuole superiori sono di competenza della Provincia, che già ha le sue belle gatte da pelare. Alunni dello Scientifico ospitati al Delta Center, Deffenu nella scuola di Maria Rocca, Artistico al Cipnes. Non c’è spazio neppure per uno spillo. Aule e laboratori itineranti. Figuriamoci per dimezzare le classi.

I numeri. «Abbiamo fatto le prove sulle classi a disposizione. Per rispettare le distanze, una classe di 23 bambini dovrà contenerne al massimo 13 – conferma Sabrina Serra –. Dunque non ci sono grandi alternative. O si dispone un secondo turno o si dovrà ricorrere alla didattica a distanza». L’ipotesi di utilizzare aree esterne alle classi, magari dentro i giardini o cortili degli edifici scolastici, per il momento, resta fantascienza. «A Olbia tra elementari e medie abbiamo poco meno di 6mila studenti – conferma l’assessora – Prendiamo la scuola di via Vignola. Ci rendiamo conto di cosa significhi portare 500 bambini in giardino? Come gli insegnanti potrebbero sviluppare la didattica in quelle condizioni? Il ministero deve assumersi delle responsabilità. Il Comune di Olbia lavora da tempo sul dimensionamento scolastico, con i bandi per nuovi edifici, ma sia per la didattica a distanza che per i doppi turni bisognerà raddoppiare il numero di insegnanti. E non parliamo della stabilizzazione di quelli precari, che nell’anno in corso risultavano comunque già in organico».

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