il riesame
Aveva adescato un minore niente carcere per un 60enne
OLBIA. Il tribunale del Riesme di Sassari ha disposto l’obbligo di firma e l’obbligo di tenersi a una distanza di trecento metri dalla vittima, per un sessantenne di Olbia accusato di violenza...
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OLBIA. Il tribunale del Riesme di Sassari ha disposto l’obbligo di firma e l’obbligo di tenersi a una distanza di trecento metri dalla vittima, per un sessantenne di Olbia accusato di violenza sessuale nei confronti di un ragazzino di nazionalità romena di 16 anni. Il Riesame ha rigettato il ricorso presentato dal pubblico ministero Nadia La Femina che aveva chiesto per l’uomo la misura cautelare in carcere, misura negata anche dal gip del tribunale di Tempio Caterina Interlandi, secondo la quale nell’atteggiamento dell’uomo non si ravvisavano gli estremi della violenza sessuale.
I fatti risalgono alle fine del 2019. Il sessantenne aveva conosciuto il ragazzino in un bar di Olbia, ci aveva parlato a lungo e, poi, lo aveva invitato a casa sua a fumare uno spinello. Ma ad un certo punto, avrebbe cominciato a fargli delle avance e gli avrebbe messo una mano sul braccio. Lui, spaventato, sarebbe andato via e una volta tornato a casa, dietro le domande insistenti della madre che aveva notato il figlio turbato, aveva raccontato tutto. Da lì, la denuncia. Il sessantenne è stato accusato di violenza sessuale nei confronti del minore. Nel corso dell’attività investigativa, era stato sottoposto anche a perquisizione domiciliare, durante la quale era stata rinvenuta la droga.
L’uomo, difeso dagli avvocati Angelo Merlini e Donatella Corronciu ha sempre negato ogni accusa.
Il pubblico ministero aveva chiesto al gip la misura cautelare in carcere, ma il giudice delle indagini preliminari non aveva disposto alcun provvedimento. Il pm aveva quindi presentato ricorso al Riesame. Ieri la discussione e la decisione dei giudici di applicare una misura meno afflittiva. (t.s.)
I fatti risalgono alle fine del 2019. Il sessantenne aveva conosciuto il ragazzino in un bar di Olbia, ci aveva parlato a lungo e, poi, lo aveva invitato a casa sua a fumare uno spinello. Ma ad un certo punto, avrebbe cominciato a fargli delle avance e gli avrebbe messo una mano sul braccio. Lui, spaventato, sarebbe andato via e una volta tornato a casa, dietro le domande insistenti della madre che aveva notato il figlio turbato, aveva raccontato tutto. Da lì, la denuncia. Il sessantenne è stato accusato di violenza sessuale nei confronti del minore. Nel corso dell’attività investigativa, era stato sottoposto anche a perquisizione domiciliare, durante la quale era stata rinvenuta la droga.
L’uomo, difeso dagli avvocati Angelo Merlini e Donatella Corronciu ha sempre negato ogni accusa.
Il pubblico ministero aveva chiesto al gip la misura cautelare in carcere, ma il giudice delle indagini preliminari non aveva disposto alcun provvedimento. Il pm aveva quindi presentato ricorso al Riesame. Ieri la discussione e la decisione dei giudici di applicare una misura meno afflittiva. (t.s.)
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