Muore d’infarto, inutile l’elisoccorso
di Serena Lullia
La Maddalena, il mezzo è arrivato da Olbia. L’ospedale non può ricevere codici rossi, sul servizio già aperta un’inchiesta
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LA MADDALENA. Le telecamere dei cellulari si attivano non appena il ronzio sopra la testa assume la forma di una sagoma gialla. L’ambulanza dei cieli la conoscono bene da queste parti. È il mezzo a cui ci si affida per ogni tipo di emergenza sanitaria. L’atterraggio dell’elisoccorso è una manovra chirurgica a effetto in mezzo alla strada. In diretta Facebook. Il muso puntato sulla via da cui è partita la richiesta di aiuto. Una donna di 59 anni ha avuto un malore, forse un infarto. Quando l’equipe medica arriva nell’abitazione cerca di riaanimare la paziente. Tentativi inutili. L’elisoccorso si alza di in volo vuoto e torna nella base di Olbia. Come da procedura.
Dolore e rabbia. Nell’isola resta il dolore dei familiari della signora maddalenina. E le polemiche. Perché alla Maddalena esiste un ospedale, ma il suo personale non è autorizzato a intervenire per codici rossi e gialli. La struttura sanitaria, cannibalizzata in modo bipartisan nel corso degli anni, è stata declassata all’inizio della pandemia. Da punto di Emergenza/urgenza a Primo intervento. E nell’isola non c’è nemmeno un’ambulanza medicalizzata. Inutili da sempre le proteste dei cittadini, dei sindacati, del sindaco.
L’associazione. In una mail inviata al presidente Christian Solinas dall’associazione Presidio Paolo Merlo c’è tutta la rabbia e il senso di impotenza di una intera comunità. «L’elisoccorso è intervenuto su una patologia cardiaca – dice il presidente Aldo Pireddu –, ma il Pronto soccorso, che dista tre minuti dal luogo dell’intervento non è stato allertato. Si è preferito mettere in atto un’altra pessima rappresentazione dell’arroganza di chi dirige la struttura di Olbia e dell’Areus. Quanto impiega un elicottero da Olbia per poter intervenire? 20 minuti sono molto di più dei tre minuti necessari per raggiungere il Pronto Soccorso del Paolo Merlo. Purtroppo la paziente non ce l’ha fatta. Hanno mostrato i muscoli per giustificare il declassamento di un Pronto soccorso. Hanno preferito inviare una ambulanza con dei volontari, piuttosto che trasferirla in tre minuti in una struttura, con medici e rianimatori. Non ci sono più giustificazioni. Chi doveva fare e non ha fatto è responsabile».
Il sindaco. «È tutto davvero inconcepibile – afferma il sindaco Luca Montella –. Finché si lasciavano intervenire i medici secondo il giuramento di Ippocrate, col loro istinto naturale facevano l'impossibile per salvarti la vita. Ora che qualcuno disegna percorsi (che sembrano tutti a ostacoli), competenze, protocolli (spesso sconosciuti o immaginari), accade il paradosso. Dove deve esserci l’ ambulanza medicalizzata non c'è. Dove c'è un Pronto soccorso non ci puoi portare i malati gravi e devi aspettare (o pregare) guardando il cielo
L’inchiesta. C’è già una inchiesta della Procura sul servizio di elisoccorso. Per il caso della bimba morta dopo che la madre al nono mese di gravidanza era stata trasportata a Olbia per il distacco massivo della placenta.
Dolore e rabbia. Nell’isola resta il dolore dei familiari della signora maddalenina. E le polemiche. Perché alla Maddalena esiste un ospedale, ma il suo personale non è autorizzato a intervenire per codici rossi e gialli. La struttura sanitaria, cannibalizzata in modo bipartisan nel corso degli anni, è stata declassata all’inizio della pandemia. Da punto di Emergenza/urgenza a Primo intervento. E nell’isola non c’è nemmeno un’ambulanza medicalizzata. Inutili da sempre le proteste dei cittadini, dei sindacati, del sindaco.
L’associazione. In una mail inviata al presidente Christian Solinas dall’associazione Presidio Paolo Merlo c’è tutta la rabbia e il senso di impotenza di una intera comunità. «L’elisoccorso è intervenuto su una patologia cardiaca – dice il presidente Aldo Pireddu –, ma il Pronto soccorso, che dista tre minuti dal luogo dell’intervento non è stato allertato. Si è preferito mettere in atto un’altra pessima rappresentazione dell’arroganza di chi dirige la struttura di Olbia e dell’Areus. Quanto impiega un elicottero da Olbia per poter intervenire? 20 minuti sono molto di più dei tre minuti necessari per raggiungere il Pronto Soccorso del Paolo Merlo. Purtroppo la paziente non ce l’ha fatta. Hanno mostrato i muscoli per giustificare il declassamento di un Pronto soccorso. Hanno preferito inviare una ambulanza con dei volontari, piuttosto che trasferirla in tre minuti in una struttura, con medici e rianimatori. Non ci sono più giustificazioni. Chi doveva fare e non ha fatto è responsabile».
Il sindaco. «È tutto davvero inconcepibile – afferma il sindaco Luca Montella –. Finché si lasciavano intervenire i medici secondo il giuramento di Ippocrate, col loro istinto naturale facevano l'impossibile per salvarti la vita. Ora che qualcuno disegna percorsi (che sembrano tutti a ostacoli), competenze, protocolli (spesso sconosciuti o immaginari), accade il paradosso. Dove deve esserci l’ ambulanza medicalizzata non c'è. Dove c'è un Pronto soccorso non ci puoi portare i malati gravi e devi aspettare (o pregare) guardando il cielo
L’inchiesta. C’è già una inchiesta della Procura sul servizio di elisoccorso. Per il caso della bimba morta dopo che la madre al nono mese di gravidanza era stata trasportata a Olbia per il distacco massivo della placenta.
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