Il direttore sanitario della Rsa di Padru: «Così abbiamo tenuto il virus fuori dalla porta»

Domenico Mannironi: protocolli sicuri con largo anticipo

PADRU. «Bravi e fortunati», così Domenico Mannironi racconta come ha affrontato e superato – almeno per ora – l’emergenza coronavirus. Sindaco di San Teodoro, medico, direttore sanitario della Rsa Smeralda, a Padru, è uno di quegli operatori che, quando l’emergenza Covid in Italia sembrava dovesse schiacciare la macchina della sanità e dell’assistenza, è riuscito a tenere fuori dalla porta il virus. Un’impresa non da poco se si pensa ai contagi nell’isola (1355 casi di cui più di 850 solo nella provincia di Sassari), ai quali sono aggregati i dati galluresi.

«Fino ad oggi è andata bene, ma non per caso. Siamo stati bravi e anche fortunati. Abbiamo affrontato l’emergenza con largo anticipo. Già dal 22 febbraio – molto prima che la situazione diventasse un vero spauracchio – ci siamo messi al lavoro per contrastare l’epidemia adottando dei protocolli molto rigidi che si sono rivelati molto efficaci. Un approccio deciso e tempestivo che ha protetto noi, i cinquanta lavoratori della struttura e i quasi cento ospiti-pazienti accolti», dice Domenico Mannironi che lavora nella clinica di proprietà della multinazionale francese Korian (450 strutture in Europa con 3 miliardi di euro di fatturato) dal 2011. «Ci siamo detti se qui entra il Covid rischiamo la strage. Una tragedia che nessuno si poteva permettere. Così, con lo staff dei dirigenti e con una consulenza di studiosi bravissimi sono stati costruiti dei protocolli sicuri e decisamente stringenti. Quando un paziente entra viene sottoposto a un rigido triage con una visita approfondita sulle sue situazione complessiva dal punto di vista clinico. Poi avviato verso una prima degenza in isolamento stretto per 14 giorni», spiega il direttore sanitario. Naturalmente la situazione di emergenza ha comportato l’adozione di altre precauzioni che si sono rivelate fondamentale per mantenere immune la struttura e i suoi ospiti. «Abbiamo evitato l’ingresso dei familiari che hanno capito perfettamente la situazione contingente particolare e non hanno fatto nessun problema mostrando uno straordinario senso civico», sottolinea il sindaco-medico. «Ringrazio pubblicamente tutto il personale che ha lavorato con serietà e impegno facendo un lavoro di squadra encomiabile sotto tutti i punti di vista. Pensate che quando non si trovavano le mascherine le operatrici socio sanitarie, coordinate da Pamela di Bono, che è stata straordinaria, hanno portato nella struttura le macchine da cucire e realizzato le protezioni in tnt per tutti». La residenza sanitaria assistita di Padru era stata fortemente voluta anni fa dal sindaco Antonio Satta. Una visione sicuramente lungimirante in un territorio con un'elevata percentuale di popolazione anziana e carente di strutture assistenziali adeguate, almeno per questo tipo di assistenza. A Padru, infatti, per l’alta qualità dei servizi convergono pazienti non solo dalla Gallura ma anche da diversi centri del Nuorese. «I protocolli di sicurezza che abbiamo adottato sono serviti a migliorare tutto il quadro complessivo delle malattie infettive con un notevole implemento del quadro clinico di tutti gli ospiti. Un risultato di non poco conto, che ci gratifica molto». (l.u.)

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