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La movida riparte lenta «Puntiamo sulla musica»

di Giuseppe Pulina
La movida riparte lenta «Puntiamo sulla musica»

TEMPIO . Non è entrata ancora a pieno regime, perché il motore della ripresa (quella economica e anche delle vecchie abitudini) è stato acceso solo da pochi giorni, ma la movida tempiese ha già avuto...

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TEMPIO . Non è entrata ancora a pieno regime, perché il motore della ripresa (quella economica e anche delle vecchie abitudini) è stato acceso solo da pochi giorni, ma la movida tempiese ha già avuto inizio. Perché torni a essere come quella dei giorni pre-Covid bisognerà sicuramente attendere, ma, a giudicare da quanto è accaduto nei primi due fine settimana seguiti al decreto che ha introdotto la cosiddetta fase 2, i segnali, soprattutto per alcune tipologie di esercizi commerciali, sembrano incoraggianti.

Che le notti tempiesi si stiano facendo più movimentate potrebbe dimostrarlo anche ciò che rimane per le strade sino alle prime ore dell’alba. Ma questo, più che prova di flussi consistenti di persone che passeggiano per le vie della città, è semmai indice di incuria e balordaggine. Il giorno dopo, dei traffici notturni rimangono poche tracce grazie all’intervento delle autospazzatrici e delle squadre di intervento a terra. A chi, di primo mattino, si concede una passeggiata per le vie del centro può capitare di trovare, abbandonate su marciapiedi e panchine, non solo bottiglie e cartoni di cibi d’asporto, ma anche guanti e mascherine. Non accade frequentemente, ma c’è chi se ne lamenta.

La movida tempiese ha i suoi santuari. È così dappertutto, e lo è naturalmente anche a Tempio. Gli spazi urbani in cui il distanziamento rischia di farsi minimo sono il viale della Fonte Nuova e corso Matteotti. La festa, per così dire, è proprio qui. Per ora tutto sta filando liscio: mascherine e igienizzanti sono obbligatori in tutti i locali e per ordinare una bibita o un gelato tutti attendono pazientemente il loro turno.

I protagonisti della movida non sono, comunque, solo tempiesi. La città di pietra, a quanto pare, val bene una trasferta notturna anche per chi abita nei centri vicini. Anche per questo motivo, e cioè per tenere vivo il fuoco della movida, si sente il bisogno di animazione e intrattenimento. Il fatto è che, sfidando il buon senso e non solo, si rischierebbero i temuti assembramenti, vanificando così quanto è stato fatto con prudenza e pazienza.

Che la movida faccia ulteriori passi verso la “normalità” se lo augura anche la folta comunità degli artisti che nel popolo della notte ha il suo target principale. Costretti a una lunga inattività, non vedono l’ora di rimettersi all’opera. Fare musica e cabaret nei locali notturni non è però mai stato così difficile come ora.

«I segnali di ripresa dovuti all'allentamento delle misure – afferma Roberto Acciaro, noto musicista e cantautore tempiese – fanno ben sperare perché si riprenda da dove si è lasciato. Il consiglio che mi sento di dare è quello di puntare sulla musica dal vivo, soprattutto in acustico. Questa pandemia ha costretto tutti a un ritorno al passato in moltissimi settori e la musica è uno di questi. Le cose fatte a mano hanno ripreso valore, se mai lo avessero perduto».

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