Puddu zitto davanti al gip «Ma è pronto a parlare»
di Tiziana Simula
Canile Europa, il veterinario e la moglie accusati di truffa e maltrattamenti La difesa: «Ci sono molti aspetti da chiarire e avremo molto da dire»
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OLBIA. Nessuna risposta alle domande del gip, nessuna spontanea dichiarazione. Il veterinario Quinto Puddu, direttore sanitario del canile Europa e sua moglie Pina Murru, presidente dell’associazione di volontariato animalista ed ecologista “Movimento per la biodiversità”, che gestisce la struttura comunale, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. «Parleremo e avremo molto da dire – rimarca l’avvocato Nicola Di Benedetto, difensore della coppia insieme al collega Michele Ponsano (l’avvocato Angelo Merlini ha rinunciato al mandato per motivi personali) – Lo faremo dopo aver esaminato i cinque faldoni dell’inchiesta. Ci sono molti aspetti da chiarire e siamo sicuri che si farà presto luce su tante cose. I nostri assistiti erano sicuramente pronti a rispondere alle domande in merito alle accuse di maltrattamenti, ma si sono avvalsi della facoltà di non rispondere su sollecitazione della difesa. Ci sono contestazioni tecniche in relazione ai reati fiscali collegati ai maltrattamenti, sulle quali è necessario fare approfondimenti e verifiche. Ci aspettavamo che contestualmente alla richiesta dell’applicazione delle misure cautelari emesse dal gip, si chiudesse l’inchiesta. Ancora aperta, invece, a distanza di due anni». Quinto Puddu e Pina Murru sono accusati di maltrattamenti – il veterinario anche di uccisione di animali – nei confronti dei 619 cani custoditi al momento del sopralluogo degli investigatori, all’interno del canile, in località Pedres, sulla strada Olbia-Loiri. Gli animali (il doppio del numero consentito dall’autorizzazione sanitaria, pari a 300), stando all’inchiesta, vivevano in pessime condizioni igienico sanitarie, malnutriti e confinati in box sporchi e piccoli, alimentati con cibi inadeguati e scadenti. I due sono accusati anche di truffa aggravata ai danni di una trentina di comuni con cui stipulavano le convenzioni per accogliere i randagi, certificazioni false e reati fiscali. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il “Movimento per la biodiversità” si presentava con la veste giuridica fittizia di associazione di volontariato per partecipare ai bandi dei comuni e ricevere i contributi pubblici, usufruendo del regime fiscale agevolato delle Onlus, ma era a tutti gli effetti una società commerciale. Secondo quanto accertato, avrebbero percepito in 5 anni di attività oltre un milione di euro che non hanno dichiarato al fisco, omettendo di versare importanti somme di Iva. Stando alle accuse, ostacolavano l’adozione dei cani ospitati e non comunicavano (o lo facevano in ritardo) i decessi per continuare a percepire i soldi pubblici.
Puddu è stato sospeso dalla professione per un anno.
Puddu è stato sospeso dalla professione per un anno.
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