Task force, missione compiuta
di Stefania Puorro
Covid, 6mila tamponi a Olbia e in provincia di Sassari. Il colonnello Ciancia racconta 2 mesi di attività
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OLBIA. La piccola macchina da guerra anti-covid ha il volto di medici e infermieri militari. Donne e uomini con camice e stellette che per due mesi, hanno fatto tappa nelle Rsa, nelle comunità protette, nelle case di riposo, nei centri che ospitano bambini e ragazzi con disabilità. Olbia è stata l’ultima base operativa e qui si è chiusa l’esperienza di donne e uomini in uniforme che portano nel cuore anche momenti emozionanti e indimenticabili. Come quando un bambino autistico, all’istituto Opera Gesù Nazareno di Sassari, si è messo a rincorrere un medico e un’infermiera completamente bardati. «Quel bimbo non lo dimenticherò mai - dice il colonnello Stefano Ciancia, alla guida della task force sanitaria sbarcata in Sardegna -. Il medico ero io, l’infermiera della Marina Militare. Ci siamo commossi quando ci ha consegnato un foglio giallo per ringraziarci di ciò che stavamo facendo». “Siete le nostre stelle”, ha scritto tra le righe il bambino.
Anche nello storico istituto sassarese che ospita bambini con problemi di natura psichica, i medici e gli infermieri militari sono stati inviati dal ministero della Difesa “per dare risposte concrete all’emergenza sanitaria nazionale”. Ma è in tutta la provincia che è stata messa a segno una importante operazione da parte del comando logistico dell’Esercito che ha mandato in campo specialisti del dipartimento militare di medicina legale di Cagliari e personale sanitario della Marina Militare.
E’ il colonnello Ciancia a raccontare questi 2 mesi di attività. «Dal 23 marzo al 24 maggio - dice - in tutta la provincia, Gallura compresa, abbiamo fatto tappa in 115 strutture e sono stati fatti circa 6000 tamponi (200 dei quali risultati positivi) di cui 1500 in Gallura. 3800 le visite a cui abbiamo sottoposto gli ospiti, in quanto soggetti più a rischio nel caso di infezione da Sars-Cov 2».
Il lavoro della task force è stato duro e intenso. «Ma il personale del servizio sanitario delle forze armate è abituato a operare in contesti complicati - prosegue il colonnello -. I medici militari sono preparati ad affrontare le emergenze e tutte le attività hanno messo in luce le grandi capacità di adattamento della task force e degli operatori della sanità civile che hanno compiuto un enorme sforzo per affrontare le diverse situazioni contingenti nelle varie strutture, sia per l’elevato numero di ospiti e operatori che per la tipologia dei pazienti, spesso poco collaboranti per età o deficit cognitivi. Attività ancora più particolari, che hanno richiesto uno specifico approccio al paziente, sono state quelle svolte nelle comunità per minori, comunità protette e per ragazzi disabili, comunità di recupero e dormitori per senza fissa dimora. Umanamente e professionalmente è stata un’esperienza unica, seppure nella tragicità dell’emergenza che ha determinato la perdita di molte vite, soprattutto tra gli anziani, custodi delle tradizioni di questa magnifica terra».
Alle tappe organizzate nelle 115 strutture, hanno partecipato quasi 50 operatori militari. «Ho avuto il privilegio di coordinare sei ufficiali medici - prosegue Ciancia -, 10 sottufficiali infermieri professionali dell’esercito, 2 ufficiali medici, 8 sottufficiali medici professionali della Marina. A supporto, altri 4 ufficiali (farmacista, psichiatra, capo sezione personale e addetto alla pubblica informazione), 3 sottufficiali e 14 graduati di truppa. Uomini e donne in forza al Dipartimento militare di Medicina Legale di Cagliari (25), della Brigata Sassari (12), della scuola sottufficiali della Marina Militare della Maddalena (5), dell’Infermeria Presidiaria della Marina Militare di Roma (2) e della Guardia Costiera di Olbia, del Centro ospedaliero militare e del centro addestramento aeronavale di Taranto».
Anche nello storico istituto sassarese che ospita bambini con problemi di natura psichica, i medici e gli infermieri militari sono stati inviati dal ministero della Difesa “per dare risposte concrete all’emergenza sanitaria nazionale”. Ma è in tutta la provincia che è stata messa a segno una importante operazione da parte del comando logistico dell’Esercito che ha mandato in campo specialisti del dipartimento militare di medicina legale di Cagliari e personale sanitario della Marina Militare.
E’ il colonnello Ciancia a raccontare questi 2 mesi di attività. «Dal 23 marzo al 24 maggio - dice - in tutta la provincia, Gallura compresa, abbiamo fatto tappa in 115 strutture e sono stati fatti circa 6000 tamponi (200 dei quali risultati positivi) di cui 1500 in Gallura. 3800 le visite a cui abbiamo sottoposto gli ospiti, in quanto soggetti più a rischio nel caso di infezione da Sars-Cov 2».
Il lavoro della task force è stato duro e intenso. «Ma il personale del servizio sanitario delle forze armate è abituato a operare in contesti complicati - prosegue il colonnello -. I medici militari sono preparati ad affrontare le emergenze e tutte le attività hanno messo in luce le grandi capacità di adattamento della task force e degli operatori della sanità civile che hanno compiuto un enorme sforzo per affrontare le diverse situazioni contingenti nelle varie strutture, sia per l’elevato numero di ospiti e operatori che per la tipologia dei pazienti, spesso poco collaboranti per età o deficit cognitivi. Attività ancora più particolari, che hanno richiesto uno specifico approccio al paziente, sono state quelle svolte nelle comunità per minori, comunità protette e per ragazzi disabili, comunità di recupero e dormitori per senza fissa dimora. Umanamente e professionalmente è stata un’esperienza unica, seppure nella tragicità dell’emergenza che ha determinato la perdita di molte vite, soprattutto tra gli anziani, custodi delle tradizioni di questa magnifica terra».
Alle tappe organizzate nelle 115 strutture, hanno partecipato quasi 50 operatori militari. «Ho avuto il privilegio di coordinare sei ufficiali medici - prosegue Ciancia -, 10 sottufficiali infermieri professionali dell’esercito, 2 ufficiali medici, 8 sottufficiali medici professionali della Marina. A supporto, altri 4 ufficiali (farmacista, psichiatra, capo sezione personale e addetto alla pubblica informazione), 3 sottufficiali e 14 graduati di truppa. Uomini e donne in forza al Dipartimento militare di Medicina Legale di Cagliari (25), della Brigata Sassari (12), della scuola sottufficiali della Marina Militare della Maddalena (5), dell’Infermeria Presidiaria della Marina Militare di Roma (2) e della Guardia Costiera di Olbia, del Centro ospedaliero militare e del centro addestramento aeronavale di Taranto».
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