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Olbia

Donna rischia di annegare: salvata da una carabiniera

di Pietro Zannoni
Donna rischia di annegare: salvata da una carabiniera

Il coraggio di Tamara Nicolai, calangianese, adesso capitana a Pontecorvo «Legata a una corda, ho tirato fuori dall’auto piena d’acqua la signora alla guida»

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CALANGIANUS. Ha avuto coraggio e freddezza. Come suo nonno quasi 40 anni fa. Si è tuffata in acqua senza esitazione e ha salvato una donna che era stata travolta con l’auto dalle acque di un torrente in piena. La gioia di aver evitato una tragedia è quella che prova Tamara Nicolai, 35 anni, calangianese, oggi capitana dei carabinieri e comandante della compagnia di Pontecorvo (Frosinone). È stata lei, con l’aiuto del suo maresciallo Mario Testa, a tirare fuori dalla macchina quasi sommersa una 56enne.

È accaduto ad Ausonia, a sud di Frosinone, colpita lunedì pomeriggio da una bomba d’acqua. Un nubifragio violento che ha fatto esondare anche un torrente. «Eravamo in giro per controlli - racconta Tamara Nicolai - quando abbiamo incontrato un giovane della Protezione civile. Ci ha parlato di una donna in pericolo sulla provinciale Ausente, ma non riuscivano a raggiungerla. Ci abbiamo provato noi, con un trattore. Ma un ostacolo ci ha bloccati: una cancellata di due metri. L’abbiamo scavalcata e siamo quasi sprofondati sulla strada in cui la donna era rimasta intrappolata. L’acqua, in quel punto, aveva raggiunto il metro e 70 e rischiavamo di essere travolti. Dovevamo fare presto. Il maresciallo ha assicurato una corda a un palo della luce e io, dopo essermi legata, ho cominciato ad avanzare. Ho raggiunto l’auto prima che potesse essere risucchiata. Ho afferrato la donna e l’ho tirata fuori. Poi è arrivato un altro trattore, più grande. E ci ha portati via».

La capitana Nicolai e il maresciallo sono stati subito trasferiti al centro primo soccorso di Pontecorvo per un inizio di ipotermia. «Per noi - prosegue Tamara Nicolai - è stata una avventura a lieto fine. Certe situazioni le immagini, ma non pensi di poterle vivere davvero. Ora posso dire che in quel momento ho solo pensato a rimanere fredda e a trovare la soluzione migliore. Ci siamo riusciti. La signora è salva e noi stiamo bene».

La notizia del salvataggio si è subito diffusa a Calangianus: qui Tamara Nicolai è conosciuta da tutti e in paese vivono i genitori e la sorella. In molti la ricordano ancora guidare con entusiasmo il coro del gruppo giovanile vincenziano. Ma il suo sogno era diventare tenente dei carabinieri. Traguardo che raggiunse nel settembre 2014 quando venne nominata comandante del nucleo operativo radiomobile della compagnia di Viareggio. Brillante studentessa, nel 2005 era stata ammessa al corso biennale allievi marescialli a Velletri. Per le ragazze, una selezione severa: non potevano superare il 30% dei 180 posti disponibili. Frequentò quindi il 1º reggimento Allievi Marescialli e Brigadieri dei carabinieri ottenendo il titolo di maresciallo. Prese servizio a Roma, alla stazione di San Lorenzo in Lucina, ma non le bastava. Voleva entrare in Accademia. Così ha rinunciato ai gradi di maresciallo ed è ripartita da zero. Nel 2009-2010 è risultata idonea per il 191° corso accademia militare di Modena: era tra le cinque donne ammesse, 45 gli uomini. Contemporaneamente ha frequentato l’Università a Modena e poi a Tor Vergata laureandosi in Giurisprudenza e in Diritto amministrativo. La carriera di Tamara Nicolai è proseguita a Siracusa, quindi a Pontecorvo a capo di una compagnia di 100 carabinieri. Nella sua vita, un posto speciale ha nonno Ciccio Amadori, massaggiatore storico del Calangianus. Lui la seguiva quando doveva allenarsi per i test fisici prima del concorso e sempre lui le ha trasmesso il grande coraggio. A Ciccio Amadori, infatti, fu assegnata una medaglia d’argento dall’allora ministro degli Interni Luigi Scalfaro, con questa motivazione: “Giovanni Amadori il 5 gennaio 1983, appreso che in un vicino appartamento era scoppiato un violento incendio, entrava in un appartamento invaso dalle fiamme e riusciva ad estrarre tre bombole di gas surriscaldate, ormai prossime all’esplosione, scongiurando così gravi conseguenze. Alto esempio di abnegazione e disprezzo del pericolo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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