Tutti a Cala Coticcio ma è vietata perché il sentiero è chiuso dal 2019
La Maddalena, la spiaggia presa d’assalto dai bagnanti. La Zona a tutela integrale in condizioni normali è aperta solo ai residenti, per i turisti è prevista la guida. Ma tutte le regole sono saltate
LA MADDALENA. È l’immagine spot dell’arcipelago insieme alla Spiaggia Rosa. I colori del mare di Cala Coticcio sono un invito a visitare Caprera che nessun turista può rifiutare. Ma l’angolo di paradiso, almeno sulla mappa del Parco, è zona a tutela integrale, un fragile ecosistema da proteggere. Le immagini della prima domenica di giugno con gente ammassata, canoe sulla battigia, gommoni arrivati fino alla riva, barche ormeggiate senza rispettare il limite dei 200 metri non restituiscono l’idea di una spiaggia protetta. Nessun controllo a mare, nessuno a terra. Ma c’è un’altra anomalia su Cala Coticcio.
A piedi con la guida che non c’è. Ci sono due modi per raggiungere la caletta. Dal mare e da terra. Il sentiero, sempre sulla carta, può essere percorso solo dai residenti. Ai turisti l’accesso è vietato a meno che non siano accompagnati dalle guide. Che però non ci sono. Quindi non potrebbero andare, ma dal momento che nessuno controlla l’assalto a Cala Coticcio è garantito. E c’è di più.
Sentiero chiuso. Sempre sulla carta il sentiero è chiuso. Il Parco aveva imposto il divieto per metterlo in sicurezza. Chi almeno una volta ha fatto il percorso fino al mare sa bene che alcuni punti, per chi è inesperto, sono pericolosi. La chiusura del sentiero risale alla scorsa estate ma il sentiero non è stato ancora messo in sicurezza.
Specchio di mare. Le regole del mare sono chiare. Le imbarcazioni possono ormeggiare a 200 metri dalla riva, 100 dagli scogli. Vietato raggiungere la spiaggia con il gommone. Divieti che saltano come dimostrano le immagini della domenica anarchica. Il Parco ogni anno piazza i cavi tarozzati segnando un limite invalicabile liquido. La competenza è del Comune, ma sin dalla sua istituzione è l’ente verde che se ne è fatto carico. A oggi sono ancora assenti.
Rifiuti. Bottiglie, buste, piatti di plastica. C’è un volontario di “Un arcipelago senza plastica”, Gianpiero Carcangiu, così affezionato a Cala Coticcio da averla adottata. È il suo guardiano innamorato. Ogni giorno raggiunge la spiaggia, la pulisce e la controlla. Difficile pensare che il servizio di nettezza urbana arrivi fino a lì. Basterebbe che ognuno portasse con sé i suoi rifiuti. Un gesto elementare. Si chiama rispetto. (se.lu.)
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