La Cgil: «Negato ai cittadini il diritto alla salute»
La Maddalena, ancora nessuna risposta alla proposta di riorganizzazione dell’ospedale Paolo Merlo
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LA MADDALENA. Dopo la partecipata e incalzante manifestazione in piazza di mercoledì, la Funzione pubblica Cgil tira le somme della vertenza sanità alla Maddalena. Il punto di partenza è sempre la precaria situazione dell’ospedale Paolo Merlo, progressivamente privato di servizi e personale e ormai inadeguato alle esigenze della comunità isolana. Una ferita sempre aperta che tormenta ogni giorno la comunità e che la Cgil ha sintetizzato in una lettera aperta inviata al presidente della giunta regionale, Christian Solinas. Lettera sinora rimasta senza risposta.
«Ancora oggi – dice Luisella Maccioni, segretario territoriale della Fp Cgil – nonostante l’emergenza Covid-19, registriamo un ulteriore degrado della sanità, in particolare a La Maddalena, considerata area disagiata. Giorno dopo giorno vediamo e tocchiamo con mano le condizioni che mortificano gli operatori sanitari, dalla carenza di personale al taglio dei servizi. Per questo siamo convinti fermamente che alla Maddalena la sanità l’hanno fatta morire». «Vista la grave situazione di un territorio dove l’assistenza sanitaria è stata cancellata da scelte scellerate – aggiuge – bisogna intervenire immediatamente, e lo deve fare chi governa la Sardegna. Loro devono avere il coraggio di dire alla popolazione della Maddalena cosa vogliono fare dell’ospedale Paolo Merlo. Qualche giorno fa il presidente Solinas ha dichiarato che ci saranno più risorse per la sanità e che non devono esistere aree della Sardegna meno fortunate di altre, con riferimento anche all’ospedale della Maddalena. Quindi, sentite queste dichiarazioni pubbliche, riteniamo sia arrivato il momento di fare proposte serie. Bisogna rivedere quale tipo di sanità la Gallura ha bisogno, quali servizi sanitari devono essere garantiti ed erogati ai cittadini partendo dagli operatori e dai cittadini stessi».
«La Fp Cgil – ancora la segretaria Luisella Maccioni – ha inviato una lettera aperta qualche settimana fa al presidente Solinas, all’assessore Nieddu ai consiglieri regionali galluresi. Ancora una volta abbiamo ricordato i problemi della sanità, ma soprattutto abbiamo fatto una proposta di riorganizzazione dell’ospedale Paolo Merlo. Ancora nessuna risposta e nessuna attenzione per quel territorio disagiato. Pertanto Oggi oggi rilanciamo l’iniziativa politica sindacale aprendo un tavolo di confronto con la Regione Sardegna sulla sanità in Gallura e sull’ospedale della Maddalena per ridare dignità a un territorio che paga già un caro prezzo, non solo per la sua insularità ma anche per scelte scellerate che hanno dimenticato o impoverito benei fondamentali per la comunità, come quello del diritto alla salute».
«Ancora oggi – dice Luisella Maccioni, segretario territoriale della Fp Cgil – nonostante l’emergenza Covid-19, registriamo un ulteriore degrado della sanità, in particolare a La Maddalena, considerata area disagiata. Giorno dopo giorno vediamo e tocchiamo con mano le condizioni che mortificano gli operatori sanitari, dalla carenza di personale al taglio dei servizi. Per questo siamo convinti fermamente che alla Maddalena la sanità l’hanno fatta morire». «Vista la grave situazione di un territorio dove l’assistenza sanitaria è stata cancellata da scelte scellerate – aggiuge – bisogna intervenire immediatamente, e lo deve fare chi governa la Sardegna. Loro devono avere il coraggio di dire alla popolazione della Maddalena cosa vogliono fare dell’ospedale Paolo Merlo. Qualche giorno fa il presidente Solinas ha dichiarato che ci saranno più risorse per la sanità e che non devono esistere aree della Sardegna meno fortunate di altre, con riferimento anche all’ospedale della Maddalena. Quindi, sentite queste dichiarazioni pubbliche, riteniamo sia arrivato il momento di fare proposte serie. Bisogna rivedere quale tipo di sanità la Gallura ha bisogno, quali servizi sanitari devono essere garantiti ed erogati ai cittadini partendo dagli operatori e dai cittadini stessi».
«La Fp Cgil – ancora la segretaria Luisella Maccioni – ha inviato una lettera aperta qualche settimana fa al presidente Solinas, all’assessore Nieddu ai consiglieri regionali galluresi. Ancora una volta abbiamo ricordato i problemi della sanità, ma soprattutto abbiamo fatto una proposta di riorganizzazione dell’ospedale Paolo Merlo. Ancora nessuna risposta e nessuna attenzione per quel territorio disagiato. Pertanto Oggi oggi rilanciamo l’iniziativa politica sindacale aprendo un tavolo di confronto con la Regione Sardegna sulla sanità in Gallura e sull’ospedale della Maddalena per ridare dignità a un territorio che paga già un caro prezzo, non solo per la sua insularità ma anche per scelte scellerate che hanno dimenticato o impoverito benei fondamentali per la comunità, come quello del diritto alla salute».
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