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La protesta di 24 avvocati «Protocollo troppo rigido»

La protesta di 24 avvocati «Protocollo troppo rigido»

OLBIA. Allentare le restrizioni previste nei protocolli in vigore per un riavvio adeguato dell’attività giudiziaria, oggi di fatto bloccata, nonostante l’evidente miglioramento della situazione...

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OLBIA. Allentare le restrizioni previste nei protocolli in vigore per un riavvio adeguato dell’attività giudiziaria, oggi di fatto bloccata, nonostante l’evidente miglioramento della situazione sanitaria legata al Covid 19.

Lo chiedono 24 avvocati del Foro di Tempio, firmatari di un documento inviato ai presidenti dell’Ordine degli avvocati Carlo Selis e della Camera penale della Gallura Giovanni Azzena, ai quali chiedono di aprire «un confronto urgente con il presidente del tribunale Giuseppe Magliulo affinché siano apportate le dovute modifiche al protocollo attualmente in vigore».

I firmatari denunciano «la perdurante e ingiustificata paralisi dell’attività giudiziaria», con limitazioni all’accesso alle cancellerie che non garantiscono un idoneo svolgimento delle attività che gli avvocati devono assolvere, il divieto ad entrare nel Palazzo di giustizia (concesso solo a chi ha udienza) «con modalità anche lesive del decoro professionale». Evidenziano come l’accoglienza degli avvocati e dell’utenza all’aperto, fronte strada, alla mercé degli eventi atmosferici, privo di servizi igienici, oltre a essere lesivo del decoro professionale, non garantisca la necessaria riservatezza dei dati personali. E allegano al documento, i protocolli adottati dalla Corte di Appello di Bologna, dalla Corte di Appello di Caltanisetta e dal Tribunale di Siracusa, a dimostrazione che in altri uffici giudiziari, pur nel rispetto delle misure di prevenzione, è consentito agli operatori e ai cittadini accedere nei Palazzi di giustizia e di fruire dei servizi. Ritengono che i vincoli adottati ben oltre la fase emergenziale «possano essere pretesto e preludio al definitivo smantellamento della Giustizia in Gallura». Chiedono, pertanto, che vengano rivisti i protocolli in vigore, adottando nuove misure adeguate e concordate.

«Gli argomenti portati dai colleghi sono ben presenti al consiglio dell’Ordine che ci lavora giorno per giorno – dice Carlo Selis – ovviamente nel limite concesso dalla situazione e dal quadro normativo». (t.s.)

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