Porto, la Sinergest ricorre al Tar

La società ha presentato ricorso contro il bando di gara per l’affidamento dei servizi all’Isola Bianca

OLBIA. Dopo le incomprensioni, si passa alle vie giudiziarie. Sinergest e Autorità portuale sembrano sempre più distanti. La società pubblico privata che vede come socio di maggioranza il gruppo Onorato Armatori, insieme al Comune di Olbia con una quota di minoranza, ha presentato un ricorso al tribunale amministrativo contro la Port authority per l’annullamento del bando di gara per l’affidamento dei servizi ai passeggeri all’Isola Bianca.

Il bando. La Sinergest aveva chiesto al Tar il provvedimento cautelare di sospensione della procedura di gara, che il tribunale ha però respinto. Infatti la procedura di selezione va avanti, con la commissione aggiudicatrice che si è riunita la settimana scorsa ed ha iniziato a compiere le prime valutazioni tecniche sulle offerte. La Sinergest sostiene di essersi “trovata di fronte all'impossibilità di poter determinare una convenienza tecnica ed economica per formulare un’offerta, non essendo stato definito un ammontare minimo fisso di ore che l’Authority si impegnerà a riconoscere per lo svolgimento del servizio di cui ai lotti 1 e 2, nel corso della durata contrattuale”. Non dando così modo alla società di determinare un adeguato dimensionamento dell'impresa in termini di maestranze, tale da coprire il costo del personale. La Sinergest, quindi, sostiene che “le clausole del bando, oltre che di dubbia liceità, sono del tutto abnormi e rendono pressoché impossibile al ricorrente, che vorrebbe partecipare alla gara, effettuare il calcolo di convenienza tecnica ed economica ai fini della presentazione di una congrua offerta”.

Il servizio. Il bando prevede la suddivisione dell’intero pacchetto in tre lotti: il primo, riferito al servizio di accoglimento, ricezione, smistamento ed instradamento dei veicoli che transitano, sia in arrivo che in partenza, dal porto; il secondo, al trasporto su navetta dalla stazione marittima alle banchine d’imbarco e viceversa; il terzo, all’attività di infopoint, deposito bagagli, assistenza ai passeggeri all’interno della stazione marittima.

Il valore. Si tratta di un appalto della durata di due anni più uno, per un valore stimato in poco più di 6 milioni e 445 mila euro, da assoggettare a ribasso di gara, pari dunque a circa 2 milioni di euro all’anno. Così come per la gara precedente, è prevista l’applicazione della clausola sociale, cioè inciderà, nella valutazione complessiva, la qualità del piano di assorbimento dei lavoratori alle dipendenze dell’operatore uscente, la cura del passeggero con mobilità ridotta e l’introduzione di un monitoraggio della qualità del servizio.

Il recesso. Data la lunga durata dell’appalto, è stata inserita la possibilità per l’Authority, in caso di sopraggiunte necessità di pubblico interesse, di recedere dal contratto con un congruo preavviso. Una via d’uscita per l’ente che ha dovuto accantonare la rivoluzione in banchina a favore della normale amministrazione. Ma anche per rivedere i termini dei servizi in periodi economicamente migliori. L’incasso delle tasse portuali sarà quasi dimezzato. Dagli 8 milioni di euro degli ultimi tre anni ai presunti 4 milioni e mezzo del 2020. L’emergenza Covid-19 ha, infatti, tagliato le stime degli introiti per l’Autorità portuale sullo scalo di Olbia.

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