Nuova mazzata per i turisti dializzati
Niente dialisi-vacanza per mancanza di medici, un napoletano scrive a Mattarella
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OLBIA. L’annuncio della sospensione del progetto “dialisi vacanze” era stato il primo duro colpo. Perché in assenza di quel servizio, tantissimi emodializzati non sarebbero potuti più venire in Sardegna. Il motivo dell’interruzione, così come l’Ats aveva spiegato, era legato all’emergenza Coronavirus. Ma se adesso l’isola non è più vietata ai vacanzieri, lo è ancora invece per i turistici nefropatici. Il servizio non parte, così come è stato detto loro, “per mancanza di personale”. A far sentire la voce ancora una volta è Roberto Capuano, un commercialista napoletano emodializzato che ha casa a Conca Verde, tra Palau e Santa Teresa, e che viene in vacanza in Gallura da 46 anni. Si sente talmente discriminato e offeso che ha deciso di scrivere al presidente della Repubblica. In realtà a prendere carta e penna è stata la moglie, a cui proprio non va giù questa situazione “assurda, paradossale e inaccettabile”. «Abbiamo saputo che il servizio dialisi vacanze non si potrà fare perché mancano i medici nefrologi - scrive Lidia Capuano nella lettera a Mattarella -. Il fatto che non sia prevista l’assistenza per i dialitici è cosa gravissima: centinaia di persone, con le loro famiglie, saranno penalizzate. Dovranno infatti rinunciare alla villeggiatura nell’isola. Insomma, oltre il danno c’è anche la beffa: questi pazienti non solo soffrono per l’insufficienza renale, ma anche per l’inefficienza del servizio sanitario».
«Avevamo fatto i biglietti aerei, convinti che il problema si stesse per risolvere - prosegue il commercialista -. Invece, quando ho chiamato il servizio dialisi della Assl di Olbia è arrivata la seconda mazzata: niente dialisi per gli esterni, l’organico non basta».
Il caso era stato sollevato, lo scorso maggio, anche da Annibale Zucca, segretario regionale dell’Aned (Associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianti). Zucca aveva parlato di una “vera e propria discriminazione” ribadendo poi che il «nefropatico in trattamento dialitico è sottoposto a continua diagnosi: non solo si sa, quindi, quali sono le sue condizioni di salute, ma anche se ha contratto infezioni». Ora però c’è un problema di organico a impedire l’arrivo dei turisti emodializzati in Sardegna. «Noi - chiude Zucca - chiediamo che si riapra la scuola di nefrologia: solo così si risolverà l’emergenza alla radice. Ma nel frattempo si deve trovare una soluzione. E bisogna trovarla adesso». (s.p.)
«Avevamo fatto i biglietti aerei, convinti che il problema si stesse per risolvere - prosegue il commercialista -. Invece, quando ho chiamato il servizio dialisi della Assl di Olbia è arrivata la seconda mazzata: niente dialisi per gli esterni, l’organico non basta».
Il caso era stato sollevato, lo scorso maggio, anche da Annibale Zucca, segretario regionale dell’Aned (Associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianti). Zucca aveva parlato di una “vera e propria discriminazione” ribadendo poi che il «nefropatico in trattamento dialitico è sottoposto a continua diagnosi: non solo si sa, quindi, quali sono le sue condizioni di salute, ma anche se ha contratto infezioni». Ora però c’è un problema di organico a impedire l’arrivo dei turisti emodializzati in Sardegna. «Noi - chiude Zucca - chiediamo che si riapra la scuola di nefrologia: solo così si risolverà l’emergenza alla radice. Ma nel frattempo si deve trovare una soluzione. E bisogna trovarla adesso». (s.p.)
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