La Nuova Sardegna

Olbia

Non minacciò l’ex col coltello: olbiese prosciolto

di Tiziana Simula
Non minacciò l’ex col coltello: olbiese prosciolto

Il 30enne accusato di stalking era stato arrestato due volte. La vittima: mai usato armi contro di me

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OLBIA. Arrestato e finito ai domiciliari due volte nel giro di un anno e successivamente sottoposto al divieto di avvicinamento alla presunta vittima e poi all’obbligo di firma, ieri, un 30enne di Olbia è stato prosciolto dall’accusa di stalking nei confronti della sua ex, una 36enne di Tempio. Ad alleggerire la sua posizione (facendo cadere le aggravanti sull’uso di armi), è stata la stessa donna, sentita ieri in aula dal giudice Nicola Bonante. La giovane ha chiarito alcune circostanze che avevano portato la Procura a formulare le pesanti accuse nei confronti dell’uomo, di fatto scagionandolo. Tra le varie condotte moleste di cui doveva rispondere c’era anche la minaccia con l’uso del coltello e di una pistola. Ma la donna – che tempo fa aveva anche cercato di ritirare le querele che aveva presentato, andate invece avanti per via delle tutele previste dal Codice rosso – ha spiegato che quel coltello, era vero che lui ce l’aveva, ma non l’aveva mai usato per minacciarla. E non era sicura che ciò che aveva visto dentro il cassettino del cruscotto fosse effettivamente una pistola. Le era sembrata, sì, ma non aveva certezza che fosse un’arma. Il pm Gianmarco Vargiu ha chiesto al giudice che venissero sentiti anche i carabinieri che avevano svolto le indagini, mentre il difensore dell’imputato Giampaolo Murrighile ha sollecitato il proscioglimento del 30enne non essendo emerse prove sull’uso delle armi. Il difensore ha spiegato che tra loro c’erano spesso scontri e litigi, confermati dalla stessa donna in aula, ma che quelle condotte erano frutto di una tensione sentimentale tra i due e non di atti persecutori. Nell’udienza precedente, l’imputato – che nel frattempo era finito nuovamente ai domiciliari con un aggravamento della misura cautelare disposta dal giudice su richiesta della Procura – aveva reso dichiarazioni, sostenendo che la relazione con la sua ex era ripresa, che i due avevano ricominciato a frequentarsi regolarmente e che i rapporti erano rallentati nell’ultimo periodo solo a causa del coronavirus, e di non aver violato il divieto di avvicinamento in quanto decaduto. Ora, la conclusione del processo col proscioglimento dalle accuse. «Il mio assistito è stato arrestato due volte e trattato come un criminale – commenta l’avvocato Murrighile – Solo col processo si è fatta finalmente chiarezza e dimostrato che non ha commesso nessun fatto di cui era stato accusato».

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