Sequestrato terreno pieno di rottami
Blitz della polizia tra la città ed Enas: 40enne denunciato per inquinamento
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OLBIA. Auto in demolizione, carcasse di veicoli, batterie, materiali ferrosi, gomme e chi più ne ha più ne metta. Quella che, secondo la Polizia di Stato, ha tutta l’aria di un’attività di automolizioni abusiva è stata individuata e sequestrata nei giorni scorsi dagli agenti del commissariato di Olbia nei pressi di Enas, alla periferia della città. Una persona, un 40enne originario del Montenegro, è stato denunciato per inquinamento ambientale.
Il deposito illegale – spiega la polizia – è stato sequestrato in seguito a un controllo all’interno di un terreno occupato da una famiglia i cui membri risultano attivi nella riparazione di autoveicoli. Il terreno è di proprietà di altre persone, ma è stato concesso a titolo di comodato gratuito. Il capofamiglia, pur in possesso di regolare iscrizione alla Camera di commercio per la compravendita di autoveicoli – secondo la denuncia – esercita l'attività in totale assenza di condizioni di sicurezza sul lavoro e ha accatastato rifiuti automobilistici in una situazione di degrado e di rischio di inquinamento ambientale. Nel terreno sono stati trovati telai di autovetture e parti di esse, cosa che ha indotto gli investigatori a ritenere che in quel terreno si esegua attività abusiva di autodemolizione. È così scattato il sequestro preventivo dell’area, poi convalidato dal Gip del tribunale di Tempio, per impedire che l’attività illecita potesse andare avanti. Il 40enne montenegrino è stato denunciato in stato di libertà per violazioni al codice dell’ambiente, le cui sanzioni – sottolinea la polizia – prevedono l’arresto da sei mesi a due anni e l’ammenda da 2.600 a 26mila euro.
Al controllo hanno partecipato agenti della Polizia stradale del distaccamento di Olbia e della Polizia scientifica che ha documentato l’operazione con riprese video e fotografie.
Il deposito illegale – spiega la polizia – è stato sequestrato in seguito a un controllo all’interno di un terreno occupato da una famiglia i cui membri risultano attivi nella riparazione di autoveicoli. Il terreno è di proprietà di altre persone, ma è stato concesso a titolo di comodato gratuito. Il capofamiglia, pur in possesso di regolare iscrizione alla Camera di commercio per la compravendita di autoveicoli – secondo la denuncia – esercita l'attività in totale assenza di condizioni di sicurezza sul lavoro e ha accatastato rifiuti automobilistici in una situazione di degrado e di rischio di inquinamento ambientale. Nel terreno sono stati trovati telai di autovetture e parti di esse, cosa che ha indotto gli investigatori a ritenere che in quel terreno si esegua attività abusiva di autodemolizione. È così scattato il sequestro preventivo dell’area, poi convalidato dal Gip del tribunale di Tempio, per impedire che l’attività illecita potesse andare avanti. Il 40enne montenegrino è stato denunciato in stato di libertà per violazioni al codice dell’ambiente, le cui sanzioni – sottolinea la polizia – prevedono l’arresto da sei mesi a due anni e l’ammenda da 2.600 a 26mila euro.
Al controllo hanno partecipato agenti della Polizia stradale del distaccamento di Olbia e della Polizia scientifica che ha documentato l’operazione con riprese video e fotografie.
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