Riaprono i nidi, 5 bimbi per maestra
di Paolo Ardovino
Asili in funzione da ieri, l’assessora Serra: «Più costi ma la retta non cambia»
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OLBIA. Non c’è stata l'entrata di gruppo con l'ingresso affollato e gli schiamazzi, sono entrati un po' alla volta. E anche se a prima occhiata sembra tutto normale, ora i nastri colorati dividono il giardino in più parti, i banchi di legno dividono a metà il salone, si gioca insieme solo se si è in pochi, massimo in cinque. Gli asili nido della città hanno riaperto i propri cancelli. Un rientro atteso dai genitori e dai bambini, i primi che con il ritorno alla normalità hanno ripreso a lavorare, i piccoli stanchi di tre mesi di limitazioni. «È necessario ripartire per garantire un servizio essenziale, seguendo tutte le norme del caso», dice l’assessora comunale alla Pubblica istruzione, Sabrina Serra, cominciando il giro mattutino di riaperture dall’asilo di via Botticelli, gestito dalla cooperativa “La Clessidra”. Hanno riaperto anche gli altri due nidi comunali di Olbia, quelli di via Gallura e via Lupacciolu. Manca ancora all’appello l’aziendale-comunale di via Modena. Porte di nuovo aperte in quasi tutti i privati. Per quanto riguarda i comunali, sui 180 posti disponibili sono arrivate circa 140 iscrizioni, «in linea con il trend estivo degli ultimi anni – spiega l’assessora –. È stata una sorpresa, stavolta ce ne aspettavamo di meno. Nonostante l’aumento dei costi, la retta è rimasta invariata. Abbiamo chiesto alle cooperative di fare un’eccezione e non chiudere come di consueto quindici giorni ad agosto». L’aumento dei costi è dovuto in primis all’aumento di personale. Dal governo la direttiva è di un’educatrice ogni cinque bambini – prima ne seguivano una decina a testa. In più, tutte le sanificazioni. Quando l’assessore visita la struttura di via Botticelli sono circa le 10 di mattina e le addette alle pulizie, mentre i piccoli fanno merenda, stanno lavando gli spazi già per la seconda volta. «I bambini sono divisi in gruppi, l’asilo ha aperto alle 7.30 e ogni giorno sarà attivo fino alle 16.30 ma loro entrano ed escono a orari diversi, non più tutti insieme». Dopo l’ok a livello nazionale, le educatrici hanno avuto una settimana per prepararsi alla riapertura e ieri sono tornate al lavoro. Fioccano i sorrisi mentre si gioca all’aria aperta, e non mancano le prime urla e i pianti, ma anche quelli cadenzano le ore del primo giorno. La parentesi estiva, come spiega Sabrina Serra, «è di primaria importanza per le famiglie, e per gli stessi bambini specie quest'anno che hanno dovuto sopportare mesi in casa e senza le solite attività ludiche».
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