La Nuova Sardegna

Olbia

Lavori nel porto-cantiere una draga scava i fondali

di Marco Bittau
Lavori nel porto-cantiere una draga scava i fondali

L’annuncio dell’Authority: «È il primo di una serie di interventi in programma» Il caso: tremila metri cubi di materiale fangoso da “spalmare” nelle aree vicine

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OLBIA. Il porto-cantiere diventa realtà. Sono iniziati ieri i lavori di livellamento dei fondali nella darsena compresa tra i moli 3 e 4 dell’Isola Bianca. È il primo di una serie di pesanti interventi strutturali che il presidente dell’Autorità portuale, Massimo Deiana, ha annunciato proprio a Olbia nei giorni scorsi durante un incontro con lo stato maggiore della Cgil. L’obiettivo è il rilancio del porto di Olbia dopo il lungo stop imposto dall’emergenza sanitaria e il gap infrastrutturale che ne mina la competitività sul mercato dei trasporti.

Quello iniziato ieri è un intervento su circa 3 mila metri cubi di materiale fangoso che ostacolano le operazioni di ormeggio in banchina. C’è subito un problema. «Tutto materiale che, per riportare la quota di fondale a una profondità adeguata rispetto alla previsione dei movimenti nave dell’estate, potrà essere solo ed esclusivamente ridistribuito nelle aree vicine e non smaltito altrove – spiega l’Autorità portuale – effetto, questo, di una normativa che, in caso di movimentazione dei sedimenti verso siti di immersione o conferimento in discarica autorizzata, prevede un iter lungo e laborioso con diversi anni di istruttoria».

In questo caso saranno appena 10 i giorni di lavoro previsti dall’Authority, affidati, con provvedimento d’urgenza, alla società Appalti generali Imag srl, già incaricata dall’ente per gli interventi di riparazione delle sgrottature delle banchine del porto olbiese. Lavori sospesi per il lockdown.

In attesa di procedere con i campionamenti sui fondali, propedeutici alla stesura del progetto di dragaggio che porterà il bacino alle quote stabilite dal Piano regolatore vigente (-11 metri), oggi la società Martech srl avvierà con l’utilizzo di appositi scan-sonar i rilievi geomorfologici sul fondale del sito di immersione individuato. Si tratta di un tratto di mare, con profondità superiori ai 100 metri, che è stato indicato, dopo specifici rilievi e studi che hanno interessato l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, l’assessorato regionale all’Ambiente, l’Università di Cagliari e l’Area marina di Tavolara.

«Come annunciato – spiega Massimo Deiana, presidente dell’Authority – mettiamo in campo un primo intervento che, in pochi giorni, assicurerà la piena operatività dello scalo dell’Isola Bianca per quella che, speriamo, possa essere una stagione vivace. Si tratta di un primo passo, in attesa di stabilire data e modalità certe per l’avvio dei dragaggi nel golfo. Un problema purtroppo ostaggio di norme anacronistiche, che ne rallentano iter e modalità di svolgimento. Questo nonostante, proprio per la sua particolare conformazione, il bacino subisca un interramento medio annuo di almeno 10 centimetri. Ragion per cui, per anni, ha operato a Olbia l’oramai soppresso Sep, Servizio escavazione porti. Il mio appello è che la sensibilità degli enti coinvolti nelle conferenze di servizi sulla materia possa finalmente consentire all’Autorità portuale di agire, una volta per tutte e nel rispetto della legge e dell’ecosistema marino, senza particolari prescrizioni ostative che allontanino, anno dopo anno, la soluzione a un problema che sta diventando critico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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