Nizzi: «I nostri medici non andranno a Tempio»
di Serena Lullia
Il sindaco contro la scelta regionale di spostare il personale dal Giovanni Paolo II «Servono graduatorie e assunzioni in tutti gli ospedali. La Regione ci dia risposte»
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OLBIA. Sculaccia la Regione amica per le scelte sulla politica sanitaria. E chiarisce al governo cagliaritano che ha contribuito ad eleggere con una massiccia quota di voti azzurri, che dall’ospedale di Olbia non partirà nessun medico per le strutture sanitarie di Tempio e La Maddalena. Il sindaco Settimo Nizzi usa parole affilate per dire no al trasferimento dei pediatri dal Giovanni Paolo II al Dettori di Tempio. «Non accetteremo alcun trasferimento dei nostri medici in altre strutture sanitarie – dice Nizzi –. Non resteremo a guardare mentre viene smantellata la sanità olbiese. Se lo spostamento di un medico fosse servito per salvare gli altri due presidi galluresi non avremmo avuto nulla da dire. Ma non è così. Questo trasferimento non salva la sanità del territorio e in più non permette al Giovanni Paolo II di funzionare».
Il valzer dei medici. Cosa abbia spinto Nizzi a convocare una conferenza stampa nel piazzale dell’ospedale Giovanni Paolo II è semplice. Per risolvere il problema di Pediatria di Tempio, in cui due medici hanno dato le dimissioni nel corso dell’anno, l’Ats ha deciso di trasferire quelli in servizio a Olbia al Dettori. Peccato che anche l’organico di Pediatria del Giovanni Paolo II sia sottodimensionato. Dei 17 specialisti previsti in organico, ne sono operativi solo 13. E il primario andato in pensione a inizio anno non è stato mai sostituito. Ecco perché la dura presa di posizione del sindaco Nizzi non ha nulla a che vedere con il campanile. «Non permetteremo che venga spostato non uno, ma mezzo medico – aggiunge il primo cittadino –. Il nostro personale è già ridotto all’osso. A Olbia servono altre figure specialistiche e paramedici. Si aprano quindi le graduatorie e si cominci ad assumere anche nel nostro ospedale come si fa in altre parti della Sardegna»
Guerra politica. Nizzi ricorda poi il sostegno garantito dal suo partito, Forza Italia, all’elezione della Regione sardo-leghista guidata dal presidente Solinas. «Abbiamo sostenuto e sosterremo questa maggioranza regionale, ma vogliamo risposte certe sulla nostra sanità, aumenti di organico e servizi non tagli – aggiunge il sindaco –. Invito il presidente Solinas a venire a Olbia a parlare di questo tema». E lancia un ultimatum al governatore amico. «Nel caso in cui le risposte non dovessero arrivare in tempi rapidi ci muoveremo in modo diverso – aggiunge il primo cittadino –. La nostra è una battaglia al fianco degli operatori sanitari, dei pazienti locali e dei turisti che sono abituati ad avere servizi adeguati al livello di questo territorio. È arrivato il momento di rivedere la copertura dei servizi sanitari e la loro distribuzione sul territorio regionale».
Nessun ordine di servizio. Al momento nessun medico di Olbia è stato trasferito a Tempio. Manca la firma dell’ordine di servizio. «Rispediamo al mittente, Regione e Ats, la proposta di trasferire altrove il nostro personale – conclude Nizzi – . E invito il direttore generale a non firmare il trasferimento».
Il valzer dei medici. Cosa abbia spinto Nizzi a convocare una conferenza stampa nel piazzale dell’ospedale Giovanni Paolo II è semplice. Per risolvere il problema di Pediatria di Tempio, in cui due medici hanno dato le dimissioni nel corso dell’anno, l’Ats ha deciso di trasferire quelli in servizio a Olbia al Dettori. Peccato che anche l’organico di Pediatria del Giovanni Paolo II sia sottodimensionato. Dei 17 specialisti previsti in organico, ne sono operativi solo 13. E il primario andato in pensione a inizio anno non è stato mai sostituito. Ecco perché la dura presa di posizione del sindaco Nizzi non ha nulla a che vedere con il campanile. «Non permetteremo che venga spostato non uno, ma mezzo medico – aggiunge il primo cittadino –. Il nostro personale è già ridotto all’osso. A Olbia servono altre figure specialistiche e paramedici. Si aprano quindi le graduatorie e si cominci ad assumere anche nel nostro ospedale come si fa in altre parti della Sardegna»
Guerra politica. Nizzi ricorda poi il sostegno garantito dal suo partito, Forza Italia, all’elezione della Regione sardo-leghista guidata dal presidente Solinas. «Abbiamo sostenuto e sosterremo questa maggioranza regionale, ma vogliamo risposte certe sulla nostra sanità, aumenti di organico e servizi non tagli – aggiunge il sindaco –. Invito il presidente Solinas a venire a Olbia a parlare di questo tema». E lancia un ultimatum al governatore amico. «Nel caso in cui le risposte non dovessero arrivare in tempi rapidi ci muoveremo in modo diverso – aggiunge il primo cittadino –. La nostra è una battaglia al fianco degli operatori sanitari, dei pazienti locali e dei turisti che sono abituati ad avere servizi adeguati al livello di questo territorio. È arrivato il momento di rivedere la copertura dei servizi sanitari e la loro distribuzione sul territorio regionale».
Nessun ordine di servizio. Al momento nessun medico di Olbia è stato trasferito a Tempio. Manca la firma dell’ordine di servizio. «Rispediamo al mittente, Regione e Ats, la proposta di trasferire altrove il nostro personale – conclude Nizzi – . E invito il direttore generale a non firmare il trasferimento».
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