Lotta alla pesca abusiva sequestrate 230 nasse

Erano state sistemate a Santo Stefano e Mortorio per catturare crostacei e pesci Gli uomini del corpo forestale di Tempio stanno ora cercando i responsabili

TEMPIO. Duecentotrenta nasse, 150 nel mare antistante l’Isola di Santo Stefano e ottanta nelle acque di fronte all’isolotto di Mortorio, sono state sequestrate dagli uomini del Corpo Forestale e di Vigilanza ambientale del Servizio Territoriale dell’Ispettorato Ripartimentale di Tempio, diretto dal comandante Giannicola Zuccarelli.

«L’operazione - si legge in un breve comunicato a firma dello stesso comandante -, rientra nell'attività di prevenzione della pesca abusiva nelle acque che fanno parte del Parco Nazionale dellaMaddalena. L’operazione di rinvenimento delle nasse, alcune rudimentali costituite da cassette di plastica mentre altre erano invece professionali - si legge ancora nel documento - è stata effettuata dagli uomini della Base Logistico-Operativa Navale del Centro Forestale di Vigilanza Ambientale di Palau. Era in corso, infatti, una delle tante attività di sorveglianza a mare nelle acqua antistanti l'isola di Santo Stefano, nella località Villa Marina. Le 150 nasse sono state immediatamente salpate e sottoposte a sequestro preventivo in attesa che arrivi la convalida da parte dell'autorità giudiziaria».

Le trappole, così come viene spiegato dal comandante Zuccarelli nella nota «venivano usate per la pesca abusiva di aragoste, polpi, granchi e altre specie di pesci ed erano state posizionate in una zona riservata solamente alla pesca autorizzata a pescatori professionisti e residenti della Maddalena. Sono comunque in corso le ulteriori indagini per riuscire a risalire agli autori del reato».

Sempre nei giorni scorsi la Blon di Olbia (Base logistico operativa navale), anch'essa deputata a svolgere la vigilanza nell'area marina del Parco, aveva sequestrato altre 80 nasse, che erano state posizionate abusivamente nelle acque antistanti l'isolotto di Mortorio.

«L'attività di contrasto alla pesca abusiva nell'area Parco, oltre a salvaguardare l'ecosistema marino e gli scopi della pesca contingentata e a proteggere l’ambiente - si legge ancora nella nota del Corpo Forestale dell’Ispettorato Ripartimentale di Tempio -, mira anche a salvaguardare e tutelare l'attività che viene svolta dai pescatori professionisti della zona. La pesca non autorizzata nell’area del Parco è un illecito penale».

Per questa ragione i controlli e la vigilanza, soprattutto in questo periodo, verranno intensificati ulteriormente.

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