Moby Prince, in un video gli ultimi istanti di vita prima della tragedia
Pubblicato su YouTube il filmato di Angelo Canu, che rientrava in Sardegna con la moglie e le due figlie di uno e cinque anni
OLBIA. In sottofondo c’è la voce di Bruno Pizzul che fa la telecronaca di Barcellona-Juventus, poi si sente la musica di “Quando quando quando” e “Brasilia Carnaval”. In primo piano ci sono sempre Sara e Ilenia, 5 anni la prima e appena 1 la seconda. A riprenderle che parlano, ballano, giocano è il padre Angelo Canu, 28enne di Burgos, agente di polizia penitenziaria nel carcere di Pisa, che rientrava in Sardegna con la moglie Alessandra Giglio, 26 anni, e le figlie per andare a trovare i genitori. Sono le immagini degli ultimi istanti di vita sulla Moby Prince. Un filmato di pochi minuti in cui si vedono anche alcuni dei 140 tra passeggeri e membri dell’equipaggio morti la notte del 10 aprile 1991 a poche miglia da Livorno, quando la nave entrò in collisione con la petroliera Agip Abruzzo, appena venti minuti dopo aver mollato gli ormeggi in direzione Olbia. Una tragedia, denominata la Ustica del mare, che attende ancora giustizia. Finora di questo filmato (trovato integro in una cassetta recuperata tra i bagagli) se ne era sempre parlato, ma a visionarlo erano stati solo gli inquirenti e i familiari delle 140 vittime. Invece, da qualche giorno è stato caricato su Youtube.
“Ho avuto copia di questo video dal pm De Franco, perché si vedeva Liana nel negozio di bordo – scrive su Facebook Loris Rispoli, che nell’incidente perse la sorella ed è oggi presidente dell'associazione Io Sono 141 –. Lo diede a me e a un’altra persona con la preghiera di non darlo ai giornalisti per rispetto della famiglia Canu che non aveva mai visto la piccola Ilenia. Ho rispettato questo impegno e oggi rivedo il video su Youtube, un elemento importante dolorosissimo per capire. Le prime immagini sono prima della partenza. Infatti si vede Quirico Addis (finanziere di Buddusò in servizio a Livorno, ndr) in compagnia della moglie (Maria Mela, anche lei di Buddusò, ndr), poi lui scende. Fino a quelle immagini nella cabina. Ma ciò che fa veramente male è immaginare quello che sarebbe successo poco dopo e nelle ore successive: quelle bambine, quelle persone sono state lasciate bruciare lentamente senza portare loro soccorso”. Anche Luchino Chessa, figlio del comandante Ugo, cagliaritano, che quella sera aveva portato a bordo la moglie Maria Giulia Ghezzani, nonché presidente dell'associazione 10 Aprile, ha commentato su Facebook la pubblicazione del video. “Ogni volta che vedo il filmato di Angelo Canu ho i brividi. Pensate che quello che sta vedendo è avvenuto pochi minuti prima della collisione e dell'incendio. Tutte quelle persone riprese nel video sono morte dopo atroci sofferenze. Angelo Canu nel momento che è scattato l'allarme ha riposto la telecamera nella custodia e l'ha portata con se insieme ai bagagli. Tutta la famiglia era insieme, comprese le due bimbe, Ilenia e Sara di 5 e 1 anni. Tutti avevano il giubbotto di salvataggio e attendevano fiduciosi l'arrivo dei soccorsi. Maledetti coloro che nulla hanno fatto per salvare la famiglia Canu e tutti gli altri passeggeri e membri dell'equipaggio! Pagheranno, ne sono sicuro!”.
