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Olbia

Caso aste, sì alla visione delle chat di Palamara

Caso aste, sì alla visione delle chat di Palamara

Il difensore dell’ex giudice di Tempio Carta, imputata a Roma, ha ottenuto l’accesso agli atti di Perugia

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TEMPIO. Sì alla visione di tutti gli atti di indagine relativi all’ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati ed ex componente del Consiglio superiore della magistratura Luca Palamara, comprese le chat estrapolate dal suo cellulare. Questa volta la richiesta di accesso agli atti presentata dall’avvocato Ivano Iai, difensore dell’ex giudice di Tempio, Elisabetta Carta, imputata insieme ad altre dieci persone nel procedimento per presunta turbativa d’asta per la vendita di villa Ragnedda, è stata accolta dalla Procura di Perugia che coordina l’inchiesta a carico di Palamara e che coinvolge anche il pm Stefano Rocco Fava, titolare originario dell’inchiesta sulle aste in Gallura, indagato a Perugia per rivelazione di segreti d’ufficio. Secondo l’avvocato Iai, in quegli atti, ci possono essere elementi utili alla difesa della sua assistita. L’autorizzazione alla visione è arrivata dopo un primo no, risalente al 10 aprile scorso, quando il procuratore reggente Giuseppe Petrazzini, rigettò l’istanza presentata dal legale: «Nel materiale d’indagine a disposizione di questo ufficio non risultano conversazioni o ulteriori elementi che riguardino la posizione della sua assistita», rispondeva il procuratore. Ma il 21 luglio scorso, il legale ha presentato una nuova istanza, riferendo di aver letto su alcuni quotidiani nazionali messaggi whatsApp del cellulare di Palamara nei quali c’erano riferimenti diretti alla Carta (nello specifico si parlava della notizia relativa alla sua sospensione da parte del Csm). Il difensore dell’ex gip di Tempio, ora in servizio a Livorno, ha quindi presentato una nuova richiesta chiedendo copia di tutti gli atti del procedimento perugino nei confronti di Fava e Palamara che si riferiscano, a vario titolo, al processo romano sulle aste, ritenendo che ci possano essere conversazioni da cui potrebbero emergere elementi importanti per la difesa della Carta e degli altri imputati.

Ieri il sì dei sostituti procuratori Gemma Miliani e Mario Formisano: viene concessa la possibilità di visionare tutti gli atti di indagine comprese le chat estrapolate dal cellulare di Palamara. «Dopo aver inizialmente negato l’accesso – commenta Iai –, la Procura di Perugia ha finalmente autorizzato la visione di un fascicolo nel quale potrà essere scoperta la verità sull'incomprensibile accanimento verso il giudice Carta e individuata la chiave di lettura sull'origine dell'intera inchiesta che riguarda il tribunale di Tempio». (t.s.)

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