MusMat, ex amministratori snobbati
di Serena Lullia
Il capogruppo Piccinnu: «Scorretto non invitare chi progettò e finanziò l’opera»
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Inaugurazione con sgarbo istituzionale. L’opposizione sperava che il taglio del nastro dell’ex mattatoio oggi MusMat fosse una festa bipartisan. «Opera pensata, progettata e finanziata dall’amministrazione Giovannelli», come lo stesso sindaco Settimo Nizzi ha ricordato. La minoranza consiliare confidava nel rispetto delle regole di galateo istituzionale che si applicano alle opere realizzate in continuità amministrativa. «Non sono stati invitati né l’ex sindaco Gianni Giovannelli, né i due ex assessori Carlo Careddu e Davide Bacciu – commenta il capogruppo della Coalizione civica Rino Piccinnu –. Come consiglieri abbiamo ricevuto l’invito alle 14 di mercoledì per l’evento che si sarebbe svolto tre ore dopo. Voglio credere, così come mi è stato detto, che si sia trattato di un disguido. Non aver volontariamente invitato invece gli ex amministratori che nell’idea del MusMat credettero e lavorarono, è la dimostrazione della poca importanza che il sindaco attribuisce alle persone». Piccinnu cita il caso dell’Urban center, opera pubblica con un percorso simile al MusMat. Pensata dal sindaco Nizzi venne realizzata dall’amministrazione Giovannelli. «In quella occasione furono invitati Nizzi e l’allora presidente della Regione Ugo Cappellacci – aggiunge il capogruppo Piccinnu –. Si chiama garbo istituzionale, che non deve mai mancare anche se siamo in campagna elettorale». Piccinnu mette a confronto anche i tempi di realizzazione delle due opere. «L’Urban Center, per cui spettò a noi realizzare anche gli espropri – sottolinea – fu ultimato in due anni e mezzo. L’amministrazione Giovannelli ha lasciato in eredità a questa giunta l’ex mattatoio a cui mancavano solo gli arredi e ci ha impiegato cinque anni». Piccinnu ci tiene poi a ricordare come nacque il MusMat nell’ex mattatoio «e la felice idea dell’assessore Carlo Careddu». In pratica Careddu sfruttò una possibilità offerta dalla legge, trovando le risorse necessarie, 2 milioni di euro, senza pesare sulle casse comunali. I 2 milioni erano la quota che il privato che nel frattempo stava realizzando la nuova area commerciale in zona aeroporto avrebbe dovuto pagare al Comune come oneri di urbanizzazione. Careddu, insieme ai tecnici comunali, decisero invece che invece di pagare gli oneri, il privato per quella cifra avrebbe realizzare l’intervento di riqualificazione dello stabile di via Roma. L’acquisto degli arredi era stato inserito all’interno dell’Iti, il progetto di riqualificazione dell’ansa sud del golfo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
