Olbia, vandali e teppisti padroni del quartiere intorno a piazza Mercato
Dopo gli esposti danneggiate auto e case dei residenti
OLBIA. «Prigionieri dentro le nostre case, perché fuori nessuno è al sicuro». Il grido d’allarme giunge dagli abitanti di via Pisa, via Palermo e via Acquedotto: il quartiere intorno a piazza Mercato, cuore del centro storico di Olbia, è ormai fuori controllo. Tra risse, furti e danneggiamenti, ogni sera al tramontar del sole monta un clima da guerriglia urbana che lo scorso luglio è culminato con l’accoltellamento di un giovane dopo l’ennesimo litigio. Da quel regolamento di conti finito nel sangue la situazione è addirittura precipitata.
Alla fine di agosto alcuni abitanti, esasperati, hanno presentato un esposto al prefetto, all’amministrazione comunale, alla polizia e ai carabinieri segnalando una situazione di degrado e di pericolo ormai insostenibile. L’accusa è fin troppo banale per la gravità della situazione: molestie e disturbo della quiete pubblica. Per tutta risposta, nel giro di pochi giorni, alcuni di loro hanno trovato le auto e i portoni di casa danneggiati. Ancora denunce circostanziate alla polizia – addirittura con allegati gli eloquenti filmati delle videocamere di sorveglianza installate nelle case – ma ormai la situazione sembra ingovernabile e gli stessi abitanti di via Pisa non sanno più cosa fare se non chiudersi in casa.
Le immagini dei filmati allegati all’esposto sono fin troppo chiare e il commando di vandali e teppisti (a volto scoperto oppure nascosti dentro un casco da motociclista) che danneggia le auto intorno a via Pisa sarebbe già stato identificato dalle forze dell’ordine. Del resto, nell’esposto inviato al prefetto di Sassari gli abitanti indicano un luogo preciso come punto di partenza e di arrivo della terra di nessuno. È un circolo ricreativo che si trova proprio in via Pisa, molto frequentato e piuttosto chiassoso. Insomma, non proprio un circolo del bridge. Tutti i giorni la stessa scena: si balla, si ascolta musica a palla e, soprattutto, si beve. La fiesta finisce alle prime luci dell’alba e sul campo restano le macerie. Nel senso di rifiuti dappertutto ma anche di persone stordite o ubriache. A quel punto il passo verso la follia è breve, così si innescano le risse, gli episodi di vandalismo e di violenza nei confronti di chiunque si trovi a tiro. A cominciare dagli abitanti del quartiere.
Impossibile anche solo pensare che tutti i problemi e il degrado del rione siano conseguenza della presenza di un circolo privato. La situazione è più complessa, però anche quella è una traccia da tenere d’occhio. «Complessivamente – si legge nell’esposto al prefetto – i problemi di sicurezza evidenziati da violenze, danneggiamenti e atti di vandalismo, uniti ai fastidi e ai rumori che si protraggono per tutta la notte e, nei fine settimana, anche fino alle prime ore del mattino, sono tali da non consentire più alle persone che vivono nel quartiere di attendere alle normali occupazioni, al riposo e alla tranquillità».
Di fronte all’appello dei residenti l’attenzione da parte delle forze dell’ordine è sempre alta. I controlli a tappeto, le perquisizioni e l’identificazione delle persone nelle zone più a rischio sono sicuramente più frequenti che in passato, ma è evidente che la soluzione dei problemi non può essere il presidio armato del quartiere. Un aiuto arriverà presto anche dal l’installazione delle videocamere di sorveglianza nel centro storico. Un progetto che rientra nel pacchetto sicurezza del Governo e sul quale il Comune di Olbia sta accelerando.
@marcobittau. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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