«Porto Rotondo più forte del Covid»
Giandomenico Mele
Centro commerciale naturale e operatori: nonostante la campagna mediatica negativa abbiamo saputo reagire
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PORTO ROTONDO. Non ci stanno a passare come il borgo degli untori. La stagione turistica del Covid non solo si è salvata, ma tra luglio e i primi venti giorni di agosto ha registrato numeri lusinghieri. La resilienza di Porto Rotondo è nella voce di tutti quegli operatori che vivono di turismo e che negano con fermezza che il Covid abbia trovato qui terreno facile. Casi isolati, positivi in qualche party in discoteca. Poi la tempesta mediatica, che ha visto Porto Rotondo indicata come il focolaio sardo. «Dal primo articolo di un noto quotidiano romano in poi è stata raccontata una situazione distorta, Porto Rotondo non ha subito una stagione disastrosa, anzi – rassicura Doriano Antognelli, vicepresidente del Centro commerciale naturale Consorzio di Porto Rotondo –. Posso dire che il borgo ha saputo reagire. A differenza di altre località turistiche a giugno abbiamo lavorato, mentre luglio e agosto siamo stati in linea con gli anni passati. Poi dal 17 agosto c’è stato un calo, sappiamo tutti il motivo. A mio avviso il problema sta nella catena di comando, che ha sbagliato tutto. Nel post lockdown la politica ha scelto di aprire a situazioni a rischio come le discoteche. Per quanto riguarda Porto Rotondo posso dire che l’area food non ha avuto cali, ma anche altre attività hanno vissuto un’estate positiva. Anche a settembre qui era pieno di gente».
Più italiani. La riscossa è arrivata dagli italiani. Porto Rotondo è sempre stata una meta frequentata dal turismo tricolore, con molte seconde case di persone che provengono dalla Penisola. Quest’anno questo tratto distintivo si è accentuato. «Avevamo messo in preventivo – spiega Antognelli – che la stagione potesse chiudersi in anticipo. Ci sono state cancellazioni di voli e sono venuti a mancare i turisti extra europei, che arrivavano qui a settembre e nella prima metà di ottobre. Ma non possiamo lamentarci, viste le premesse. Stiamo già pensando al prossimo anno. A breve ci sarà una riunione tra Consorzio, Fondazione, Marina e Yachting Club per tracciare le linee guida. Posso già dire comunque che punteremo sul rilancio della piazza Casbah e piazzetta dei Ginepri».
Agosto al top. «Abbiamo avuto un notevole incremento delle prenotazioni ai primi di agosto, meglio di quanto ci aspettassimo – esulta Roberto Nasalli Rocca, dell’Hotel San Marco –. Nonostante il terrorismo mediatico, posso dire che anche a settembre finora abbiamo avuto il 70% di occupazione delle stanze. Abbiamo lavorato soprattutto con gli italiani, che hanno riscoperto Porto Rotondo. Posso dire che nonostante tutto noi chiuderemo il 16 settembre, solo 10 giorni in anticipo rispetto all’anno scorso». Sembra esserci soprattutto un mercato che non ha conosciuto crisi da Covid. È quello degli yacht, che hanno ormeggiato in massa. «Non avevo mai visto tanta gente a Porto Rotondo come quest’anno – spiega Leonarda Piroddi, della SeaStar Shipping e Yacht Services –. A giugno siamo partiti in ritardo, ma luglio e agosto abbiamo lavorato benissimo. Anche per settembre abbiamo molti clienti. Probabilmente siamo stati avvantaggiati dal fatto che sono state annullate le fiere in Costa Azzurra e molti yacht sono rimasti qui. Abbiamo avuto imbarcazioni arrivate anche da Spagna e Grecia, tutti hanno eseguito i tamponi e si è lavorato in assoluta sicurezza». «Confermo un netto calo degli stranieri e un ritorno forte degli italiani – dice Davide Gessa, di Tender One – Siamo andati meglio delle previsioni, anche se in senso assoluto abbiamo perso i mesi di maggio e giugno. Settembre? Per quanto ci riguarda c’è sempre un calo in condizioni normali, diciamo che quest’anno c’è stata un’accelerazione».
Più italiani. La riscossa è arrivata dagli italiani. Porto Rotondo è sempre stata una meta frequentata dal turismo tricolore, con molte seconde case di persone che provengono dalla Penisola. Quest’anno questo tratto distintivo si è accentuato. «Avevamo messo in preventivo – spiega Antognelli – che la stagione potesse chiudersi in anticipo. Ci sono state cancellazioni di voli e sono venuti a mancare i turisti extra europei, che arrivavano qui a settembre e nella prima metà di ottobre. Ma non possiamo lamentarci, viste le premesse. Stiamo già pensando al prossimo anno. A breve ci sarà una riunione tra Consorzio, Fondazione, Marina e Yachting Club per tracciare le linee guida. Posso già dire comunque che punteremo sul rilancio della piazza Casbah e piazzetta dei Ginepri».
Agosto al top. «Abbiamo avuto un notevole incremento delle prenotazioni ai primi di agosto, meglio di quanto ci aspettassimo – esulta Roberto Nasalli Rocca, dell’Hotel San Marco –. Nonostante il terrorismo mediatico, posso dire che anche a settembre finora abbiamo avuto il 70% di occupazione delle stanze. Abbiamo lavorato soprattutto con gli italiani, che hanno riscoperto Porto Rotondo. Posso dire che nonostante tutto noi chiuderemo il 16 settembre, solo 10 giorni in anticipo rispetto all’anno scorso». Sembra esserci soprattutto un mercato che non ha conosciuto crisi da Covid. È quello degli yacht, che hanno ormeggiato in massa. «Non avevo mai visto tanta gente a Porto Rotondo come quest’anno – spiega Leonarda Piroddi, della SeaStar Shipping e Yacht Services –. A giugno siamo partiti in ritardo, ma luglio e agosto abbiamo lavorato benissimo. Anche per settembre abbiamo molti clienti. Probabilmente siamo stati avvantaggiati dal fatto che sono state annullate le fiere in Costa Azzurra e molti yacht sono rimasti qui. Abbiamo avuto imbarcazioni arrivate anche da Spagna e Grecia, tutti hanno eseguito i tamponi e si è lavorato in assoluta sicurezza». «Confermo un netto calo degli stranieri e un ritorno forte degli italiani – dice Davide Gessa, di Tender One – Siamo andati meglio delle previsioni, anche se in senso assoluto abbiamo perso i mesi di maggio e giugno. Settembre? Per quanto ci riguarda c’è sempre un calo in condizioni normali, diciamo che quest’anno c’è stata un’accelerazione».
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