Il Cai marcia anche in Gallura
di Dario Budroni
Nasce la sezione del Club alpino italiano. Il presidente Masia: «Promuoveremo la sentieristica»
3 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Si sono messi in marcia di primo mattino, tra rocce e macchia mediterranea, con uno zaino in spalla e un paio di scarpe da trekking ai piedi. Non solo una semplice escursione domenicale: quella di tre giorni fa è stata la prima uscita ufficiale della sottosezione gallurese del Club alpino italiano. Sicuramente una bella notizia per chi ama andare per sentieri e per chi si batte per una Sardegna che non sia soltanto ombrellone e asciugamano. Il Cai, la storica associazione fondata nel 1863 per promuovere l’alpinismo e la conoscenza e la tutela delle montagne, sbarca così in Gallura. Gli obiettivi sono tanti. E tra questi ci sono la promozione di una rete sentieristica e l’idea di avvicinare sempre più persone al mondo dell’escursionismo.
L’esordio. Il primo trekking, domenica, si è svolto nel territorio di Golfo Aranci. Per l’esattezza è stato compiuto il percorso ad anello attorno a Monte Ruju, con tanto di visita alla batteria costiera di Capo Figari. Infine, gli escursionisti sono stati accolti dal sindaco Mario Mulas. «Il primo cittadino e i componenti della giunta sono stati molto contenti di accoglierci. Anche perché proprio a Capo Figari, il Comune sta avviando un importante progetto legato alla sentieristica» spiega Pierina Mameli, presidente del Cai Sardegna.
L’organizzazione. Fondato subito dopo l’unità d’Italia da Quintino Sella, il Cai è una istituzione. Da parecchi anni, inoltre, lavora per far conoscere la montagna e le zone interne anche in quelle regioni che non vantano lunghe tradizioni alpinistiche, come appunto la Sardegna. Per adesso in Gallura nasce quindi una sottosezione legata alla sezione del Cai di Sassari. Come presidente è stato nominato Giansimone Masia, dirigente di Confindustria, mentre il vicepresidente è Franco Dore, professore in pensione e sindacalista da una vita. «Abbiamo cominciato a lavorarci da circa un anno – spiega Pierina Mameli, che fa la farmacista a Loiri – Quella della Gallura è una costola della sezione di Sassari. Ma l’obiettivo, un giorno, è quello di creare una sezione vera e propria. Serviranno almeno 150 iscritti». Per adesso sono oltre 30 le persone associate. E in programma ci sono diverse iniziative. «Ci battiamo – sottolinea la presidente regionale – per una vera rete sentieristica. È l’unico modo per permettere la scoperta dei territori in maniera sicura ed efficace. Vogliamo quindi promuovere l’escursionismo e sensibilizzare le amministrazioni, con lo scopo di far capire che l’allungamento della stagione passa anche da qui».
I primi passi. Il Cai, anche in Gallura, lavorerà dunque per tracciare e creare nuovi sentieri, in collaborazione con le istituzioni. Poi è stato preparato un calendario di escursioni domenicali. «Vogliamo dare la possibilità di vivere le nostre bellezze in modo sano e utile, promuovendo la sentieristica e un turismo attivo e consapevole. La Gallura ha molte carte da giocare» commenta Giansimone Masia, presidente della sottosezione gallurese. Sulla stessa linea il vicepresidente Dore: «In Gallura abbiamo posti bellissimi che meritano di essere scoperti e vissuti. Abbiamo dei posti unici: basti pensare che domenica, a fine escursione, c’è chi si è fatto il bagno nel mare di Cala Moresca». Prossima uscita Monte Pino.
L’esordio. Il primo trekking, domenica, si è svolto nel territorio di Golfo Aranci. Per l’esattezza è stato compiuto il percorso ad anello attorno a Monte Ruju, con tanto di visita alla batteria costiera di Capo Figari. Infine, gli escursionisti sono stati accolti dal sindaco Mario Mulas. «Il primo cittadino e i componenti della giunta sono stati molto contenti di accoglierci. Anche perché proprio a Capo Figari, il Comune sta avviando un importante progetto legato alla sentieristica» spiega Pierina Mameli, presidente del Cai Sardegna.
L’organizzazione. Fondato subito dopo l’unità d’Italia da Quintino Sella, il Cai è una istituzione. Da parecchi anni, inoltre, lavora per far conoscere la montagna e le zone interne anche in quelle regioni che non vantano lunghe tradizioni alpinistiche, come appunto la Sardegna. Per adesso in Gallura nasce quindi una sottosezione legata alla sezione del Cai di Sassari. Come presidente è stato nominato Giansimone Masia, dirigente di Confindustria, mentre il vicepresidente è Franco Dore, professore in pensione e sindacalista da una vita. «Abbiamo cominciato a lavorarci da circa un anno – spiega Pierina Mameli, che fa la farmacista a Loiri – Quella della Gallura è una costola della sezione di Sassari. Ma l’obiettivo, un giorno, è quello di creare una sezione vera e propria. Serviranno almeno 150 iscritti». Per adesso sono oltre 30 le persone associate. E in programma ci sono diverse iniziative. «Ci battiamo – sottolinea la presidente regionale – per una vera rete sentieristica. È l’unico modo per permettere la scoperta dei territori in maniera sicura ed efficace. Vogliamo quindi promuovere l’escursionismo e sensibilizzare le amministrazioni, con lo scopo di far capire che l’allungamento della stagione passa anche da qui».
I primi passi. Il Cai, anche in Gallura, lavorerà dunque per tracciare e creare nuovi sentieri, in collaborazione con le istituzioni. Poi è stato preparato un calendario di escursioni domenicali. «Vogliamo dare la possibilità di vivere le nostre bellezze in modo sano e utile, promuovendo la sentieristica e un turismo attivo e consapevole. La Gallura ha molte carte da giocare» commenta Giansimone Masia, presidente della sottosezione gallurese. Sulla stessa linea il vicepresidente Dore: «In Gallura abbiamo posti bellissimi che meritano di essere scoperti e vissuti. Abbiamo dei posti unici: basti pensare che domenica, a fine escursione, c’è chi si è fatto il bagno nel mare di Cala Moresca». Prossima uscita Monte Pino.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
